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I domini "a corrispondenza esatta" penalizzati dal nuovo Google EMD Update

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I domini "a corrispondenza esatta" penalizzati dal nuovo Google EMD Update
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Già da qualche giorno Matt Cutts, tramite il suo profilo di Twitter, aveva annunciato l’arrivo di un nuovo algoritmo che avrebbe colpito lo 0.6% delle query in lingua inglese. Subito battezzato EMD Update (EMD sta per exact-match-domain), questo nuovo algoritmo mira a penalizzare i siti che utilizzano nel loro nome di dominio delle keyword precise di ricerca, con lo scopo di posizionarsi meglio in serp. Esistono già i primi esempi (ben analizzati dal sito tecnologiapura.net) di domini in lingua inglese che hanno perso posizioni a causa della loro corrispondenza esatta di keyword.
Questo è solo l’ultimo dei numerosi tentativi da parte di Google di porre fine ai siti di bassa qualità, che tentano di posizionarsi soltanto sfruttando la forza dei loro domini. Occorre dunque tornare a lavorare sulla qualità e sul branding: lo stesso Cutts, già a marzo 2011 aveva chiaramente consigliato in un video formativo, di puntare su un nome “brandable“, che potesse essere ricordato più facilmente dagli utenti, poichè siti come questi sarebbero stati incoraggiati da Google a posizionarsi ugualmente anche se non composti da parole chiave.
In realtà, da questo annuncio di un anno e mezzo fa, non è mai cambiato molto per i domini a corrispondenza esatta, fino a questo ultimo update, che sembra fare sul serio. Questo non significa che tutti i siti con nomi di dominio a corrispondenza esatta perderanno il proprio posizionamento, ma che semplicemente Google ha cambiato il metodo di valutazione di questi domini, soprattutto se al loro interno trova contenuti poco interessanti o attinenti, e backlink di bassa qualità.

E chi possiede già da tempo un exact-match domain ben posizionato?

Come ci consiglia Tagliablog, se possiedi un “exact match domain” ben posizionato, ma sei consapevole che il sito ha contenuti o link di ingresso di bassa qualità, il rischio che perda  posizioni in serp è alto. Dunque che fare? Lavorare maggiormente sull’utente, sulla redazione di contenuti di qualità e attinenti>, sulla condivisione social delle risorse, su link attraenti e generati spontaneamente. Se invece ti trovi a dover scegliere un nuovo dominio, fallo in modo “smart“: mischia parole chiave al brand, così da riuscire a posizionarti e fare branding allo stesso tempo. L’idea è che il focus di Google si sta da tempo spostando sempre più sull’utente, e dunque sulla qualità e sull’autorevolezza dei siti che compaiono in serp durante le sue ricerche. Per fare ciò, deve eliminare i risultati “spazzatura”.

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