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Gli Assistenti Vocali cambieranno davvero il nostro modo di vivere?

Tempo di lettura ≈ 7 min.

 

Siamo ormai nel pieno del periodo natalizio ed è scattata la caccia ai regali. Uno dei più gettonati, stando ai sondaggi, saranno gli smart speaker. Qualcuno, forse per la prima volta, comprerà i regali proprio attraverso uno di questi device. Ma riusciranno a cambiare davvero il modo in cui facciamo shopping online?

Quanto sono diffusi gli smart speaker?

Siamo sicuramente ancora agli inizi di questa innovazione tecnologica, e ci sarà tempo per una diffusione più massiccia. Ma di certo se ne inizia a parlare in modo costante per la prima volta, tant’è che per questo Natale ci si aspetta una decisa impennata nelle vendite. Ma di quali speaker parliamo?

Sono poche le compagnie che hanno sperimentato questo terreno, e non sempre a livello internazionale. Parliamo soprattutto di Amazon, Google, Apple, Alibaba e Xiaomi. Per quanto riguarda l’Italia, Apple non è ancora in vendita, mentre Amazon Echo lo è da poche settimane. In questo senso, Google ha un leggero vantaggio. Alibaba e Xiaomi dominano il mercato cinese. E a livello mondiale? Già a fine 2017 c’è stato un incremento abbastanza rilevante nelle vendite, ma per quest’anno (e per i prossimi) i dati si fanno più interessanti:

  • Nel secondo trimestre del 2018 la vendita mondiale di smart speaker è cresciuta del 187% (quasi 17 milioni di unità vendute);
  • Entro fine 2018 ci saranno oltre 100 milioni di unità nel mondo;
  • Entro il 2020 saranno oltre 210 milioni.

Parliamo soprattutto di Apple HomePod negli Stati Uniti, Amazon Echo e Google Home in Europa, Alibaba e Xiaomi in Cina, dove il mercato è in fortissima crescita.

 

Chi li acquista?

Secondo una recente ricerca condotta da Adobe, chi ha uno smart assistant è più portato (o abituato) a usare i comandi vocali (compresi i voice assistant di smartphone, laptop e auto). Già nel dicembre 2017 si è verificato un aumento rilevante nelle vendite di smart speakers, ma quest’anno ci si aspetta un vero boom. Per molte delle persone coinvolte nello studio, addirittura si prospetta un secondo acquisto, per sé o per amici.

La categoria di acquirenti per ora riguarda soprattutto i giovani, principalmente uomini (ma la differenza con le donne non è così marcata); la maggior parte degli intervistati, poi, dichiara di usare lo smart speaker giornalmente (71%) e solo l’8% non lo usa quasi mai.

Ma alla fine si sa, Natale è una delle occasioni preferite per dedicarsi all’acquisto dei nuovi gadget tecnologici (lo si è visto con iPod e Kindle vari). Quest’anno i padroni della scena potrebbero essere gli assistenti vocali. Ma cosa fanno di preciso? Come possono variare le nostre abitudini giornaliere e di acquisto?

 

Cosa ci fa la gente adesso?

Smart speaker e voice assistant sono usati ancora per un numero piuttosto limitato di servizi, rispetto alle possibilità che offrono. In particolare, li usiamo per:

  • Musica: podcast, radio digitale e app come Spotify e Amazon Music;
  • Previsioni del tempo;
  • Ricerca online;
  • News e informazioni;
  • Indicazioni stradali;
  • Risultati sportivi.

Quindi quali cambiamenti stanno davvero portando gli smart speaker nella nostra vita quotidiana? Per ora, contribuiscono soprattutto ad abituarci a parlare con delle macchine: se all’inizio può prevalere un istinto ludico (“divertente, capisce quello che dico!”), adesso inizia a prevalere l’aspetto pratico. È normale, è utile. Consente di fare ancora più cose contemporaneamente.

Secondo Google infatti, questi device porteranno, in futuro, diversi vantaggi: dovrebbero rendere la vita più facile, essere al centro della casa (letteralmente), diventare parte della routine quotidiana, aiutare a vedere un lato più umano nelle macchine, ed essere un nuovo terreno di ricerca per i brand. Ovviamente le affermazioni di Google sono di parte, ma ci aiutano a capire alcuni degli obiettivi che le aziende di Big Tech si prefiggono dall’implementazione e dalla diffusione degli smart speaker.

E in Italia? Siamo ancora indietro ma, essendo solo all’inizio, c’è margine per recuperare. Chiaramente c’è bisogno di una base infrastrutturale e di una diffusione della rete ancora più capillare di quella al momento presente nel nostro paese. Il mercato è in fase iniziale ma i trend, a livello mondiale, sono piuttosto chiari. Smart speakers e voice assistants sono in crescita.

 

Le prospettive future

«We basically envision a world where Alexa is everywhere.» Priya Abani, Amazon’s director of AVS (Amazon Voice Services) enablement

Forse l’affermazione di Amazon è un po’ esasperata (e per alcuni può essere inquietante). Ma il punto potrebbe essere questo: speaker e assistant sono l’inizio, pratico e accessibile, di quello che sarà il next gen living. Ci mostrano un accenno, un’indicazione di base, di come sarà il nostro modo di vivere quando si realizzerà l’Internet of Things (IoT), soprattutto in termini di domotica. Sono già tante, infatti, le applicazioni che consentono di controllare, grazie al proprio smart speaker, luci di casa, tende, altoparlanti e molto altro.

E per quanto riguarda la Shopping Experience? Al momento gli utenti fanno pochi ordini, però usano i device per creare liste, comparare prezzi, e iniziare la ricerca di un prodotto. Come sottolinea Forbes, «anche se lo shopping vocale al momento è poco più di un sussurro, il suo volume crescerà nei prossimi anni, e nel tempo diventerà un’interfaccia chiave per il retail».

Lo shopping online tramite voice assistant, negli USA, potrebbe toccare i 40 miliardi di dollari nel 2022. In Italia si stima che entro il 2020 il 50% delle ricerche sarà vocale, mentre nel 2022 potrebbero esserci oltre 2 milioni di smart speaker.

Di cosa ci sarebbe bisogno, per aumentare la spinta allo shopping tramite smart speaker?

  • Serve naturalmente un aumento della diffusione dei voice assistant e un miglioramento della User Experience: gli smart speakers, tranne pochi casi, non hanno schermi, quindi vanno bene per acquistare prodotti di cui si è già sicuri. Possono portare un’ulteriore integrazione tecnologica: si sta già pensando di integrare shopping online e in-store, grazie agli assistenti vocali. Ristoranti, bar, alberghi lo stanno già provando, negli Stati Uniti e in Asia;
  • Prima di sfruttare appieno le potenzialità degli smart speaker sarà necessario un deciso passo verso il futuro delle IoT: ecco perché l’obiettivo di Amazon, in questo senso, è impiantare la tecnologia di Alexa in ogni elettrodomestico della casa. Bisogna cominciare a ripensare la user experience e la customer journey, per avere store online fruibili anche con comandi vocali e voice assistant, in modo semplice e immediato. Senza intoppi nel procedimento e senza errori. Sarà questo lo sviluppo principale dell’e-commerce nei prossimi anni?

Heidi Besik, Product Marketing di Adobe Analytics ha affermato:«Per i grandi brand sta diventando cruciale dare alla ricerca vocale la stessa priorità che hanno altri canali come siti web e mobile. Se non fanno alla svelta, molti perderanno il treno come accadde quando gli smartphone, all’improvviso, divennero onnipresenti».

 

E la SEO?

Un lato non secondario del prossimo, enorme sviluppo di voice assistant e della diffusione degli smart speaker sarà costituito dal cambiamento delle ricerche. Secondo lo studio di Adobe, già il 47% di coloro che posseggono uno smart speaker, lo usa per fare ricerche online. E sicuramente questa tendenza è ancora più elevata per quanto riguarda i voice assistant di Apple e Google.

Come cambierà quindi la SEO, con la diffusione delle ricerche vocali? Almeno in teoria, le queries si faranno più lunghe, articolate e precise: è più facile parlare che digitare, porta via meno tempo e consente di essere più specifici. Potremmo assistere a un aumento di importanza per quella che ora è la “coda lunga” delle ricerche online. Per cui andranno ripensate keywords e contenuti, anche in ottica di una sempre maggiore fruizione vocale.

Si modifica quindi il modo di cercare, e sarà necessario anche pensare a nuove forme di Advertising e contenuti basati su canali audio. La diffusione che hanno recentemente avuto podcast e streaming vocali  ne sono un’anticipazione.

Stiamo parlando di  un futuro così lontano? Un futuro in cui ordineremo servizi e prodotti da casa, a voce, tramite un piccolo dispositivo, grazie al quale potremo trovare tutto ciò di cui abbiamo bisogno online, semplicemente chiedendo. Un futuro in cui, forse, la parola riacquisterà importanza.

Lo scopriremo; l’importante sarà farsi trovare pronti. Per questo, rivolgetevi a NUR per e-store e siti pronti a rispondere ai cambiamenti del mondo digital!