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Quali sono le tendenze social di questa prima parte di anno

Il 2020 non sarà un anno come tutti gli altri – di questo ne siamo tutti consapevoli. Le tendenze di quest’anno risentono necessariamente di una prima parte di 2020 segnata dall’emergenza Coronavirus e dalle misure messe in atto per contenerla. Misure che hanno avuto un effetto sulla nostra vita quotidiana e, non ultimo, sul modo con cui interagiamo sui social e le aziende interagiscono con i clienti.

Basti pesare all’incredibile impennata dello shopping online realizzata nei primi mesi, o alla diffusione di servizi streaming, videochiamate e videochat di gruppo. Per non parlare dello smart working: insomma, una svolta imprevista verso una Digital Transformation “forzata” ma che può essere considerata come il trampolino di lancio verso l’immediato futuro. Starà a noi trarre il meglio da una situazione difficile.

E i social media? Anche loro hanno risentito ovviamente dell’attualità e hanno visto una rapida proliferazione di servizi legati allo shopping e allo streaming. Non solo, anche le aziende hanno cambiato il loro modo di comunicare – meno legate ai loro prodotti, ora è fondamentale trasmettere i valori aziendali, i propri principi etici e morali, che trovano applicazione in azioni concrete.

Il mondo della comunicazione digitale non si è fermato, anzi: grazie a spot girati in casa, selfie, video casalinghi e in qualche modo “arrangiati”, è servito a mostrare il lato umano di un mondo che non voleva fermarsi, ma voleva farsi sentire, anche se chiuso dietro quattro mura.

 

1.I nuovi, vecchi social

Tik Tok è sulla ribalta ormai almeno dall’anno scorso, per cui il suo costante (e crescente) successo, in particolare tra chi fa parte della Generazione Z, non fa quasi più notizia. Ma è un trend continuo che non può essere ignorato, e che ha aiutato i ragazzi a rimanere in contatto, a esprimere la propria creatività, la propria frustrazione, le proprie idee anche nel periodo del lockdown. Scaramucce tra Cina e Stati Uniti a parte, rimane uno dei social più diffusi sul pianeta – e porta sugli altri social trend e ispirazione, come le challenges tra utenti.

Diffusione sempre maggiore raggiunta anche da Twitch, social media dedicato allo streaming di videogamer e appassionati, che negli ultimi mesi ha avuto uno sviluppo sempre più importante, sostenuto anche da sportivi di successo che, non potendo cimentarsi dal vivo nel proprio sport, hanno messo in scena gare e partite virtuali per sopperire alla mancanza di attività. Non solo Fortnite, quindi, ma anche Formula 1, calcio, moto, basket e chi più ne ha più ne metta.

Un’ultima menzione la lasciamo a Zoom, che ci ha “sedotti e abbandonati” (o forse sarebbe più corretto dire il contrario) soprattutto nel periodo clou dell’emergenza. Ci ha aiutato nel lavoro e a rimanere in contatto con amici e parenti a distanza, supportando chiamate con molti partecipanti in un periodo in cui WhatsApp e Messenger non potevano farlo. Non sarà considerato un vero social, ma più social di così.

 

2.L’impegno

Con l’insorgere di tematiche di attualità urgenti e pressanti – il Covid-19, il Black Lives Matter, il Pride Month, solo per dirne alcuni – le grandi aziende e multinazionali, i brand più famosi, ma non solo, hanno intrapreso un cambio di rotta che probabilmente era nell’aria già da tempo, ma a cui questo 2020 ha dato una spinta sostanziale.

Non siamo ormai più nel campo della comunicazione del prodotto, o del servizio, ma della comunicazione del brand, del marchio, dell’azienda in quanto tale e come portatrice di valori e principi in cui la persona (non l’utente, non il cliente), si identifica. L’azienda si fa portabandiera delle lotte delle persone cui si rivolge. È l’umanità al centro della comunicazione, e non più il bisogno. Certo, le aziende hanno intere divisioni di marketing che studiano questi fenomeni, per cui lasciamo da parte ideali troppo slegati dal contesto.

Però l’importante, in questi mesi, è stato mostrare il proprio impegno, l’adesione a tematiche eticamente stringenti: le persone si aspettavano una presa di posizione, un impegno, un contributo dalle aziende cui si sono tanto dedicate. E in generale i brand hanno provato a ripagare questa attesa.

Un esempio? La campagna Stop Hate for Profit, che ha visto coinvolti marchi come Coca Cola, Verizon, Unilever, The North Face, Patagonia e tantissimi altri. Questi brand hanno interrotto campagne e pubblicità per un mese su diversi social accusati di non fare abbastanza per combattere razzismo, fake news e il clima d’odio generato da contenuti non verificati – il tutto, lo sappiamo, sull’onda emotiva del caso George Floyd.

Non dimentichiamo poi, naturalmente, le tante campagne realizzate da diverse aziende per contribuire a contrastare la diffusione del Covid-19 – dalla conversione parziale della produzione per parti di ventilatori polmonari, gel e mascherine alle donazioni a Croce Rossa, Protezione Civile e tanti altri enti.

 

3.Shopping

Torniamo sulla Terra e ad argomenti più concreti e materiali per parlare dell’enorme sviluppo dello shopping online – e soprattutto sui social, Instagram in particolare. Con la necessità di acquistare e ricevere prodotti in modo sicuro, e senza uscire di casa, gli e-commerce hanno ricevuto un impulso decisivo. E Zuckerberg non ha mai fatto particolare mistero di voler trasformare le proprie piattaforme nell’incrocio perfetto tra social, e-commerce e un cartellone pubblicitario. In sostanza, l’equivalente di una grande piazza delle nostre città.

Ecco allora arrivare novità a tutto spiano per Instagram, che semplificano ulteriormente il processo di acquisto: vedo un post in cui mi riconosco (per stile e bisogni), mi informo sui prodotti presenti e, se mi va, li acquisto in pochi passi. È Instagram Checkout, la feature che permette di terminare l’acquisto senza uscire dall’app. Già, perché un altro degli obiettivi di Zuckerberg è sempre stato quello di creare la “piattaforma totale”, che abbia tutte le funzionalità necessarie all’utente, in modo che questi non abbia bisogno di uscirne. Ecco perché Checkout è stato accompagnato da:

  • Facebook Shops
  • Instagram Live Shopping

Inutile dire che lo shopping, soprattutto sui social, sia uno dei trend principali del 2020 – destinato tra l’altro a crescere anche nei prossimi anni.

 

4.Education

Un altro tema che ha avuto una grande importanza in questa prima parte di 2020 è l’Educazione: con alunni e professori a casa, la questione dello sviluppo di strumenti digitali per fare lezione è arrivato prepotentemente in primo piano. L’Italia è attrezzata per questo? Non ancora, c’è strada da fare, ma i primi passi vengono fatti.

Fino ad allora, ci ha pensato Microsoft Teams, la piattaforma che ha reso possibile la maggior parte della didattica a distanza – al netto di problemi di copertura, connessione, infrastrutture varie.

Ma esistono diversi tipi di educazione, e sulla scorta dei temi di attualità cui abbiamo già accennato, nuovi trend si sono sviluppati sui social, soprattutto su Instagram – la piattaforma più importante della galassia Facebook. Una di queste novità sono stati gli Educational Carousel: caroselli graficamente accattivanti e curati che trasmettono contenuti educativi, civici, etici. L’intento ispiratore e artistico che stava alle origini di Instagram trova un nuovo sfogo: condividere materiali informativi, argomenti, infografiche e motivazioni con post a carosello dalla grafica semplice e d’impatto, chiara e informativa. Un picco raggiunto, soprattutto negli USA, con il movimento Black Lives Matter ma che probabilmente impatterà anche sulle elezioni di novembre.

 

5.Eventi streaming

Tanti eventi – come fiere, incontri, conferenze, concerti e via di seguito – sono stati annullati o rimandati a causa del Coronavirus. Come fare per non rinunciarvi? Ecco che arriva in aiuto lo streaming – uno dei trend di maggiore crescita quest’anno. Tanti eventi si sono infatti tenuti lo stesso grazie alla diffusione dei live streaming – in particolare su Facebook, Instagram, ma anche YouTube.

Concerti, spettacoli teatrali, seminari, conferenze, eventi sportivi virtuali e molto altro ancora: tutti appuntamenti che fino a qualche anno fa potevano, per una parte del pubblico, tenersi in streaming, lo sono diventati in modo totale per tutti i partecipanti. E accanto a questi, ovviamente, un fiorire di nuove soluzioni per interagire, fare domande, chattare con utenti e protagonisti.

Un modo in più per sentirsi vicini, pur essendo lontani, una delle tendenze di quest’anno particolare che, probabilmente, entreranno nella nostra vita anche in futuro.