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Alcuni consigli pratici su come scrivere contenuti in ottica SEO

In un modo o nell’altro, scrivere per il web significa scrivere contenuti ottimizzati. Il SEO Copywriting è proprio la tecnica di scrittura che consente di proporre testi per il web ottimizzati per i motori di ricerca. Ma scrivere in ottica SEO non significa solo seguire strettamente delle regole per posizionare il proprio contenuto sui motori di ricerca. Nella maggior parte dei casi si tratta di comuni norme di buon senso che servono a rendere un testo – che deve quantomeno essere interessante – fruibile dagli utenti. Se quello che proponiamo, poi, è davvero di qualità e ben scritto, ci aiuterà anche a salire nelle posizioni in SERP.

La scrittura SEO mira infatti prima di tutto a fornire contenuti web di qualità e originali, sia per l’utente che per il motore di ricerca, che riesce a capire quei contenuti e a indicizzarli per proporli a chi li sta cercando.

0.Scegliere le giuste parole chiave (senza esagerare)

Prima di iniziare a scrivere è bene avere in mente il proprio obiettivo sia in termini di argomento che di posizionamento. Di cosa mi occupo, e di cosa dovrei scrivere? Una volta individuato il tema occorre trovare e scegliere le keyword e le keyword correlate su cui incentrare l’articolo, oltre che verificare se queste sono davvero rilevanti per posizionare il sito. Per quali parole chiave mi voglio posizionare? Gli strumenti disponibili per trovare quelle più pertinenti o utilizzate sono davvero tanti, tra cui naturalmente:

Una volta trovate le parole chiave e le correlate su cui puntare, è bene ricordarsi di usarle in posizioni strategiche, senza esagerare; il rischio è infatti quello di rendere il testo illeggibile per gli utenti e incomprensibile per il motore di ricerca, relegandoci nel fondo del barile della SERP. La keyword density non è un parametro affidabile dell’ottimizzazione di un contenuto.

1.Qual è l’intento di ricerca dell’utente?

La scrittura del contenuto va adattata al tipo di utente che si vuole raggiungere e al tipo di ricerca – o azione – che da lui ci si aspetta. L’utente può infatti svolgere diverse tipologie di ricerche:

  • Informazionali: si cerca un’informazione o un tutorial. L’obiettivo per chi fornisce contenuti è dare quell’informazione nel modo più chiaro, conciso e allo stesso tempo completo possibile;
  • Navigazionali: l’intento di ricerca è più preciso, perché l’utente digita nella barra di ricerca direttamente il sito che vuole raggiungere. Lo fa perché potrebbe non ricordare l’URL preciso o semplicemente non avere voglia di digitarlo;
  • Transazionali: in questo caso l’utente è intenzionato a compiere un’azione (o una transazione, appunto), come acquistare un prodotto o un servizio, registrarsi per qualche evento, scaricare file eccetera.

Una volta determinate le parole chiave e le query, bisogna spendere un po’ di tempo per capire quali ragionamenti farà l’utente prima di digitare quelle determinate query, e quali intenzioni di ricerca ha. Sulla base di queste considerazioni è possibile adottare un certo tono, calibrare il volume di informazioni da fornire e strutturare il testo di conseguenza.

2.Scrivere in modo corretto

Sembra una banalità ma vi assicuriamo che non lo è. Per comunicare un messaggio, un testo deve essere prima di tutto comprensibile. Sia dal punto di vista logico che, soprattutto, dal punto di vista grammaticale. Allo stesso modo, è consigliabile scrivere periodi brevi e non troppo complessi. Questo faciliterà la lettura dell’utente e la comprensione da parte del motore di ricerca.

I contenuti devono poi essere originali e “freschi”, ovvero attuali, e contenere più informazioni rispetto a quelle fornite dai competitor. Bisogna evitare contenuti duplicati, e non solo quelli copiati da altri siti, ma anche ripresi da altre pagine del nostro stesso sito. Google infatti non indicizza pagine con contenuti copiati, non solo per questioni “etiche”, ma proprio perché non aggiungono nulla ai contenuti già forniti da altri.

3.Strutturare i contenuti in modo chiaro

Il testo che scriviamo deve essere il più chiaro e completo possibile, dettagliato e ricco di tutte le informazioni necessarie. È meglio evitare di scrivere testi troppo lunghi, ma a volte è inevitabile. A questo punto, è quindi indispensabile ricorrere a una struttura chiara e facile da identificare, che deve comprendere:

  • Introduzione, dove viene spiegato in linea generale l’argomento di cui parleremo;
  • Corpo del testo: la parte centrale, dove si sostiene la tesi ed eventualmente si smontano le antitesi, organizzato in paragrafi non eccessivamente lunghi e centrati su un argomento;
  • Conclusione, dove si riassumono i punti salienti del ragionamento e si lasciano indicazioni utili per ulteriori riflessioni.

4.Heading tags

Titoli e sottotitoli non sono utili solo per guidare l’utente nella lettura del contenuto, ma chiariscono anche al motore di ricerca che quel contenuto è strutturato in maniera coerente e chiara. L’h1 andrebbe usato solo per il titolo, mentre l’h2 solo per il sottotitolo. Gli h3 servono per i titoli di paragrafo, e sarebbe meglio non scendere troppo in basso per non rendere la struttura eccessivamente complicata; meglio fermarsi agli h4.

5.Il ruolo dei titoli: catturare l’attenzione

Parlando di heading tags non possiamo non citare i titoli e l’importanza che rivestono nella stesura di qualsiasi contenuto. I titoli sono l’insegna pubblicitaria che ci convince a entrare in un negozio che non conoscevamo, dare un’occhiata e vedere se contiene quello che fa per noi. Sono infatti fondamentali per far capire all’utente e al motore di ricerca di cosa parliamo nella nostra pagina, ma anche come trattiamo quel contenuto. Il tono del titolo, infatti, dice all’utente già molte, cose. Deve ovviamente essere un titolo chiaro ed esplicativo, ma niente vieta di renderlo, in parte, più accattivante. Lo stesso trattamento va riservato ai titoli dei paragrafi, che devono essere chiari e “parlanti”, soprattutto in articoli di taglio informativo.

6.Rendere il testo più scorrevole con la formattazione

Formattare sempre il testo, ma con giudizio. Una pagina composta da un singolo blocco di testo senza stacchi visivi rappresenta un muro di parole insormontabile, soprattutto online. Per facilitare la lettura, e la comprensione stessa del testo, occorre “aiutare” l’utente (ma anche il motore di ricerca) tramite alcuni espedienti come:

  • Grassetto: serve per mettere in risalto gli elementi fondamentali del testo o le parole chiave, ma va dosato per evidenziare solo ciò che serve;
  • Corsivo: anche in questo caso serve moderazione, e forse ancora di più che con il grassetto. In genere viene usato per tecnicismi e forestierismi;
  • Elenchi puntati: semplificano la lettura, mostrano gli elementi salienti del discorso e rendono il testo meno invasivo a livello visuale. È comunque meglio non abusarne;
  • Sottolineato: da evitare il più possibile perché molto invasivo e, soprattutto, perché ricorda la specifica formattazione dei link.

A proposito dei link: è utile inserirli, soprattutto se esterni, per dare modo all’utente di compiere ulteriori approfondimenti e avere informazioni ancora più complete.

6.Rinominare le immagini

Per rendere un testo più scorrevole e piacevole, ma anche per interrompere il “muro di parole”, occorre inserire delle immagini – che, sembra scontato dirlo, devono essere coerenti con il contenuto. Le immagini devono essere nominate, già da file, in modo chiaro ed esplicativo, possibilmente con le parole chiave scelte. Questo serve a indicizzare le immagini stesse e, soprattutto, a far capire al motore di ricerca cosa c’è in quell’immagine. Allo stesso modo, occorre rinominare l’alt e il title. Lo stesso discorso vale, naturalmente, anche per gli allegati da scaricare.

7.Usare tag e metatag

Title e meta description, insieme all’URL, formano lo snippet di una pagina che compare in SERP. Sono insomma il biglietto da visita di quella pagina, e devono quindi essere sfruttati in modo intelligente. Bisogna usare le parole chiave nel tag title e nella meta description, in modo che spieghino chiaramente e in modo coerente il contenuto. Meglio evitare titoli e descrizioni infarcite di parole-esca – “unico, eccezionale, straordinario” – come anche riempirli di keyword. In particolare:

  • Nel title occorre inserire la principale parola chiave verso l’inizio e non superare i 70 caratteri, spazi inclusi. Il title deve prima comunicare il contenuto della pagina e poi essere accattivante;
  • La meta description deve contenere le informazioni fondamentali per far capire all’utente di cosa si parla nella pagina e una CTA semplice per invitarlo a proseguire la lettura. Non superare i 160 caratteri, spazi inclusi, e sfruttare anche sinonimi e parole chiave correlate.

Quindi cosa serve per avere una buona pagina ottimizzata?

Come spiegato recentemente anche da Google Webmaster, è impossibile dare delle indicazioni sicure per comparire nella prima pagina in SERP. È però possibile seguire delle indicazioni per far sì che Google indicizzi positivamente la nostra pagina e il nostro sito. Nello specifico, servono:

  1. Buoni contenuti, utili all’utente e nuovi;
  2. Metatag che chiariscano questi contenuti, con titoli descrittivi e snippet efficaci;
  3. Performance del sito ottimizzate in modo che sia veloce e reattivo alle richieste dell’utente.

E ora che la stesura del nostro contenuto è finita non rimane che leggere e rileggere per controllare che all’interno del testo ci sia tutto ciò che serve perché l’utente abbia le informazioni che cerca.