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Piccoli accorgimenti per una scrittura più performante

Quanto è ancora utile l’invio di newsletter? Le leggiamo ancora? Non ci sono strategie di Internet Marketing più efficaci e innovative? La verità è che la newsletter è ancora uno degli strumenti più utilizzati, e per un semplice motivo: usiamo le e-mail ogni giorno. Apriamo la casella di posta per lavorare, a volte anche per inviare documenti ad amici e parenti ma anche, quasi per consuetudine, per controllare che non ci sia qualcosa di interessante tra le offerte. Inviamo circa 240 miliardi di e-mail al giorno; questo dato la rende probabilmente la piattaforma di comunicazione più diffusa al mondo.

Quindi le newsletter sono ancora utili? Sì! A patto di inviarle al target giusto, di ideare una grafica accattivante ma non “molesta”, di non raggiungere tassi di frequenza da stalking virtuale e, soprattutto, di sapere cosa scrivere. E come.

0.Prima di tutto sapere come parlare

Partiamo dal presupposto che non tutte le newsletter sono uguali. Sembrerà banale dirlo, ma non lo è. Informare i vostri clienti che state lanciando una nuova promozione sui balsami per capelli è diverso dal condividere una news tecnica sugli ultimi risultati della ricerca aerospaziale. Ed è sbagliato pensare che i metodi di scrittura online siano sempre uguali perché tanto se non è zuppa è pan bagnato. È necessario trovare una certa regolarità nell’invio ma anche una buona dose di costanza nell’applicare sempre, con coerenza, lo stesso tono. Ogni brand deve comunicare il proprio Tone of Voice, con un determinato grado di difficoltà lessicale, di specificità dei temi, e anche di contenuti.

Una volta che abbiamo bene in mente chi è il nostro target, e quindi come dobbiamo parlargli, possiamo iniziare a inviare le nostre newsletter. Eccovi quindi 5 consigli semplici, ma indispensabili, su come scrivere una newsletter efficace.

1. Subject: i vantaggi di un oggetto breve, chiaro e accattivante

Difficile pensare a una newsletter d’effetto e funzionale senza partire dall’oggetto. Questo è infatti il primo punto di incontro tra il mittente e il destinatario, il primo elemento che ne influenzerà il comportamento e gli farà decidere se aprire o meno la nostra mail. L’oggetto deve quindi attirare l’attenzione dell’utente, incentivarlo ad aprire l’e-mail, ma senza promettere la luna. A meno che nella newsletter la luna non ci sia davvero.

  • Lunghezza: e-mail con un oggetto conciso hanno un tasso di apertura molto più alto rispetto a oggetti più lunghi;
  • Personalizzazione: scrivere un oggetto breve ci consente di inserire il brand e, allo stesso tempo, di personalizzare la comunicazione con il nome del destinatario. Ormai l’utente se l’aspetta, è vero, ma è sempre meglio che iniziare con un glaciale “Caro utente”;
  • Chiarezza e coerenza: per quanto l’oggetto sia breve, deve essere chiaro riguardo il contenuto della mail e, soprattutto, coerente. Inutile scrivere titoli “urlati” in maiuscolo o che promettono “OFFERTE INCREDIBILI”. Hanno un indelebile sapore di click bait e di spam che respingono l’utente;
  • Titolo accattivante: rimanendo coerenti con il messaggio, occorre scrivere un titolo interessante che spinga l’utente ad aprire la comunicazione. Qualcosa di fresco e personale, con le giuste keywords per quell’utente.

Di conseguenza vanno evitati: oggetti troppo lunghi (per evitare che siano troncati nel subject), troppo “urlati” e soprattutto poco coerenti con il contenuto. La prima volta, forse, l’utente aprirà l’e-mail. La seconda volta la cestinerà senza pensarci troppo.

2.Informazioni nuove e utili

Potrebbe sembrare la scoperta dell’acqua calda ma non lo è. Dare delle informazioni utili e nuove significa, molto semplicemente, avere qualcosa da dire. E se non si ha niente da dire, non si scrive una newsletter. È inutile inviarle solo per far sapere al nostro utente che esistiamo; in questo modo forse si ricorderà anche del nostro brand, ma lo assocerà a una sensazione di fastidio e inutilità. Che lo accompagnerà anche quando avremo davvero qualcosa da dire. Avete per caso detto “al lupo, al lupo”?

Ecco perché bisogna scrivere contenuti interessanti e nuovi. Da una newsletter un utente si aspetta novità, news, approfondimenti, offerte dedicate. Qualcosa che non sapeva esistesse e di cui si sarebbe pentito se non ne avesse approfittato. Prima di scrivere, poniamoci qualche semplice domanda:

  • Ho qualcosa di nuovo e di utile da comunicare?
  • Al mio utente interesserà?
  • Il messaggio è coerente con l’immagine del mio brand?

L’utilità e l’informazione sono estremamente soggettivi e cambiano a seconda del target. Questo tipo di contenuti deve essere “cucito su misura” per l’utente. Questo comporta un lavoro preliminare di targetizzazione e selezione dei contatti, studiando le diverse buyer personas e diversificando i contenuti a seconda dei destinatari.

3.Chiarezza e brevità

L’utente non ha mai tempo da spendere per leggere testi lunghi e complessi nel corpo di una mail, e non ha voglia di faticare per trovare le informazioni che gli servono. Quindi il testo deve essere breve, chiaro e conciso e rimandare poi a link esterni più completi e articolati. Per lo stesso motivo è bene non inserire troppo testo nelle grafiche o nelle immagini che hanno, al contrario, una funzione di sintesi. Nelle newsletter, mai usare due parole se ne può bastare una. Chiaro, no?

4.Sfruttare la formattazione e mettere in evidenza i vantaggi

Il tempo è tiranno e lo spazio è anche peggio. Quindi, anziché spiegare nei dettagli un servizio o un prodotto, meglio concentrarsi sui vantaggi che questo può portare all’utente. Un vantaggio, in un certo senso, è una sorta di ricompensa, e questo è uno dei principali meccanismi psicologici che ci porta ad aprire la mail e a proseguire nella lettura. Come mettere in evidenza i vantaggi e renderli di facile accesso? Con la formattazione:

  • Sfrutta gli elenchi puntati;
  • Utilizza i grassetti;
  • Dividi il testo in piccoli paragrafi di poche righe;
  • Alterna il testo con immagini o parti grafiche;
  • Presta attenzione a ortografia e grammatica. L’incuria grammaticale conduce dritta nella casella spam.

5.Scopri l’importanza delle Call-to-action

Difficilmente lo scopo della newsletter è la semplice apertura della stessa. Se l’utente deve compiere un’azione (leggere un articolo, atterrare su una landing page, approfittare di un’offerta), bisogna chiederglielo esplicitamente. Bisogna però usare CTA accattivanti e non banali, specifiche per l’azione che proponiamo.

La CTA deve poi essere ben visibile e facile da individuare: un elemento grafico è la soluzione migliore per farla notare senza appesantire il testo. È importante ricordare di non abusare di questo strumento: meglio usarne il meno possibile e solo se sono coerenti con il nostro messaggio.

Il confine tra la conversione e il cestino è molto labile. Scrivere newsletter efficaci e performanti necessita di programmazione, contenuti e metodo, coerenza e una certa capacità di adattamento (alle necessità e al contenuto). Ricordate i 240 miliardi di e-mail che inviamo al giorno? Bene, in 24 ore riceviamo anche 150 miliardi di mail spam. È inutile cercare di urlare il nostro messaggio al di sopra del frastuono generale. È più efficace trovare la persona giusta e dire la cosa giusta. Nel modo giusto.

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