NUR Web Agency – Blog

Posizionamento sui Motori di Ricerca, grafica web e programmazione

Google Panda&Penguin ora anche in Italia

Posted by nurwebagency on 28th agosto 2012

Già nei mesi scorsi il mondo del web è stato scosso dalla prima, grande ondata di modifiche alle serp dovute essenzialmente a Panda e Penguin, i due algoritmi che Google sta via via perfezionando al fine di restituire in serp risultati sempre più di qualità e vicini ai desideri degli utenti. Già nei primi mesi del 2012 le conseguenze di questi piccoli aggiustamenti avevano colpito molti utenti che avevano visto scendere il ranking dei propri siti nelle serp e di conseguenza vedevano un calo generalizzato del traffico sul sito. E le prospettive non sono certo delle più rosee, perchè se Matt Cutts (ingegnere del gruppo “Search Quality” di Google) affermava che l’incidenza delle modifiche non doveva aver colpito il 6-9% delle ricerche in lingua italiana, i segnali che si sono immediatamente mostrati hanno poi nella realtà fatto molto più clamore.

In italia l’aggiornamento del Google Panda-update dovrebbe essere attivo dai primi di agosto e già moltissimi siti hanno subito un declassamento in serp per alcune tipologie di query. Stando a quanto riportato dal TagliaBlog infatti una statistica indica come oltre il 65% dei SEO dichiara di essere stato colpito da questi aggiornamenti. Da quel che si evince dagli strateghi di Mountain View il problema sarebbe da ricondurre alla creazione di contenuti, o meglio rispetto a quelle “content farm” che impestano il web di contenuti spammosi o di bassa qualità, che non portano alcun beneficio alla crescita del movimento web e che rischiano di inquinare le pagine di ricerca. Il fine ultimo degli aggiornamenti di Google è sempre quello di incrementare la qualità delle ricerche che possano permettere a Google di rimanere leader nel settore del search engine a livello mondiale e nello stesso tempo di migliorare la contestualizzazione linguistica in tutti i paesi del mondo.

Quindi, alla domanda su come è possibile cercare di ridurre i danni da questi nuovi aggiornamenti dell’algoritmo di Google mantenere una buona visibilità sul web, il buon Matt Cutts fa capire come i parametri da prendere in considerazione sono essenzialmente due: qualità e link.

Per qualità intende contenuti di qualità, aggiornati, interessanti, scritti e impaginati ad hoc e con tutte le possibilità di condivisione sui social. In questo senso la cosa più importante riguarda il fatto che il contenuto deve essere di interesse per l’utente e dare quindi adito ad una viralità del messaggio basata sull’accresciuta pertinenza della fonte che viene riconosciuta come referenziale nel settore da parte del pubblico che legge e segue con fiducia. L’altro fattore fondamentale sarà quello che riguarda i link, o meglio la qualità dei link che dovrà essere studiato con attenzione cercando di evitare siti con bassa rilevanza e soprattutto puntando sull’ottimizzazione dell’anchor text.

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Google: ricerche criptate per utenti loggati

Posted by nurwebagency on 19th ottobre 2011

Con un annuncio ufficiale datato 18 ottobre 2011, Google annuncia una innovazione nel suo algoritmo che sicuramente non farà piacere a buona parte degli operatori web che lavorano nel campo della web analysis. La novità infatti riguarda il fatto che nelle prossime settimane sarà perfezionato il meccanismo in base al quale tutte le ricerche effettuate in Google da utenti loggati, verranno criptate e automaticamente reindirizzate alla versione https del motore di ricerca.

Ma cosa comporta questa modifica? Essenzialmente una, ovvero quella che la keyword (o keyphrase) di ricerca verrà omessa dal referrer, rendendola di fatto non rintracciabile dai principali sistemi di web analytics (Google Analytics compreso). Di fatto dunque la fonte di traffico sarà riconosciuta come “Google Organic”, ma non sarà possibile risalire alla keyword che ha generato la visita, con evidenti ripercussioni sulla veridicità dei dati che nello studio analitico delle statistiche presenteranno inevitabili falle. Il motivo? A quanto pare è in nome della privacy e della salvaguardia dei dati degli utenti.

I dirigenti di Moutain View minimizzano la cosa asserendo che la percentuale degli utenti che accede “da loggati” è solo una minima parte del traffico totale che viene generato, ma è comunque inevitabile che l’accuratezza e la precisione dei dati statistici derivanti dal motore di ricerca più utilizzato al mondo subirà una decisa sferzata.

L’unica buona notizia in merito riguarda il fatto che, se non altro, i dati relativi agli accessi delle keyword che hanno generato accessi organici dalle ricerche su Google rimarranno disponibili dal pannello di Google Webmaster Tools, che continueranno inoltre a segnalare gli accessi provenienti dalle campagne di Google AdWords, per le quali non ci sarà alcuna variazione. In rete il tam-tam mediatico cerca di riportare una possibile spiegazione a questa mossa a sorpresa di Google, adducendo la possibilità che in futuro questi dati potranno essere disponibili nella versione Premium di Google Analytics (a pagamento). Se così fosse potrebbe trattarsi di un clamoroso autogol per l’immagine di Google.

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Gotti & Avinash

Posted by nurwebagency on 14th marzo 2011

Daniele Gotti & Avinash Kaushik

Daniele Gotti, amministratore di NUR Srl Web Agency, posa in foto con Avinash Kaushik, noto come l’Evangeslista di Google Inc., autore del best seller “Web Analytics: an Hour a Day” (tradotto in 6 lingue) e fondatore di groupon.com, che in soli sei mesi ha ricevuto visite da ben 29 paesi nel mondo, primo esempio e modello assoluto per tutti siti di gruppo d’acquisto oggi presenti on line, che ha fruttato a Kaushik un milione di dollari in tempi rapidissimi.

NUR è un’agenzia web che opera nel campo di internet. Si occupa di progettazione software, grafica e design web ed è specializzata nel web marketing e posizionamento sui motori di ricerca. Ai propri clienti NUR offre un servizio professionale nell’ambito SEO – Posizionamento sui motori di ricerca, web marketing, social media marketing e molto altro ancora. La sede dell’azienda si trova a San Giorgio di Mantova in via del Commercio, 1/n.

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Google restringe le Url

Posted by nurwebagency on 16th dicembre 2009

googl

Presentato Goo.gl, nuovo servizio di Mountain View per abbreviare indirizzi web. È stato implementato in strumenti come Toolbar e Feedburner. E anche Facebook si lancia nella mischia degli URL shortener.

Roma – Non si tratta di un gioco di parole nè di un’imitazione mal riuscita: Goo.gl costituisce di fatto una nuova maniera di chiamare Google, almeno la sua versione tascabile, ristretta. Goo.gl, ovvero il nuovo servizio lanciato da Mountain View per accorciare le URL più lunghe, riducendone la massa di caratteri in modo da rendere un link qualcosa di più semplice da condividere, da inviare via posta elettronica o cinguettare attraverso Twitter.

“Le persone ormai condividono tantissimi link online – ha spiegato un recente post sul blog ufficiale di BigG – Questo è vero in particolare dal momento in cui piattaforme di microblogging come Twitter sono cresciute in popolarità tra gli utenti”. Il post ha continuato ricordando che un tweet, ad esempio, obbliga a determinati limiti di spazio, così come un aggiornamento di stato su Facebook o una qualsiasi altra forma di micropubblicazione. Per questo, a detta degli ingegneri software di Mountain View, una URL più corta potrebbe essere la soluzione più ovvia e giusta.

Esistono già altri compressori di URL come TinyURL e Bit.ly che, tuttavia, obbligano l’utente a raggiungere i loro siti web per ottenere cuccioli di indirizzi Internet. L’URL Shortener di Google, invece, è stato implementato direttamente all’interno dei prodotti software, a partire da Google Browser Toolbar e dal servizio Feedburner RSS. A spiegarlo gli autori dello stesso post: “Google URL Shortener non è un servizio indipendente ed è attualmente presente solo su Toolbar e Feedburner. Non può essere utilizzato per abbreviare le URL in maniera diretta e separata dagli strumenti in questione”.

Probabilmente una mossa per evitare che terze parti ottengano liberamente URL sintetizzati per poi utilizzarli nei propri servizi. Secondo i tecnici di Mountain View, gli obiettivi principali di Goo.gl sarebbero tre, una trinità di S. La prima, stability, per assicurarsi che il servizio sia stabile, privo di disservizi; la seconda, security, per proteggere gli utenti da malware e phishing; la terza, speed, per viaggiare ad una maggiore velocità.

Google non è stato l’unico protagonista della Rete a lanciarsi nel business degli URL abbreviati, sempre più importanti in un contesto allargato di condivisione social in pochi caratteri. Anche Facebook si è gettato nella mischia, proponendo il suo Fb.me, attualmente a disposizione sulle interfacce mobile. L’URL Shortener del social network in blu non restringe soltanto i vari link condivisi, ma anche gli username, per abbreviare e semplificare le varie attività da profilo in Rete.

Mauro Vecchio
da Punto Informatico del 15/12/2009

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Con Caffeine Google affina la ricerca

Posted by nurwebagency on 18th agosto 2009

Ecco la preview della nuova evoluzione dell’algoritmo di Google che promette (per ora agli addetti ai lavori) di affinare le tempistiche e la qualità delle ricerche effettuate dal motore di ricerca.

Da alcuni giorni infatti Google ha reso disponibile Google Caffeine (questa è la denominazione ufficiale) che rappresenta un’evoluzione dell’infrastruttura di ricerca del colosso di Mountain View. Con Caffeine non si punta ad implementare ulteriormente gli strumenti a disposizione dell’utente e nemmeno a offrire una interfaccia grafica più allettante (quella ‘storica’ infatti non offre già parecchie garanzie), ma piuttosto arriva al vero punto nevralgico di Google, ovvero l’algoritmo e le modalità dello stesso di indicizzare i contenuti del web.

Il responsabile della comunicazione esterna di Google Matt Cutts, ha presentato Google Caffeine sul blog ufficiale Webmaster Central Blog, definendo in maniera chiara e concisa gli obiettivi di Google Caffeine, che porteranno a migliorare la velocità di indicizzazione, aumentare l’accuratezza dei risultati e ad aumentare il numero dei risultati pertinenti.

Data la sua tipologia aleatoria e per nulla definitiva, al momento Google Caffeine è raggiungibile solamente dall’indirizzo http://www2.sandbox.google.com. Questo al momento non consentirà l’accesso da dispositivi mobili, ma ad ogni modo potrà risultare interessante effettuare qualche prova di ricerca utilizzando il nuovo algoritmo o le risorse ufficialmente messe a disposizione da Google, magari raffrontandole con quelle standard, proprio per rendersi conto delle modalità operative che sottostanno la nuova concezione di Google.

Con Google Caffeine, l’obiettivo è ovviamente quello di migliorare la qualità del risultato fornito all’utente e la tempestività con cui i contenuti vengono indicizzati, in particolar modo in riferimento al mondo dell’istant messaging e micro-blogging, che consentono a strumenti quali Twitter, FriendFeed e Facebook di generare contenuti che al momento non sono contemplati dai regolari meccanismi dei motori di ricerca. A tal riguardo sono state molte le ipotesi formulate per giustificare le scelte fatte da Google, come ad esempio, citando il TagliaBlog, la presunta (futura) acquisizione di Twitter da parte di Google che potrebbe colmare così una lacuna che gli permetterebbe di diventare leader anche in questa fetta di mercato, oltre a quella meramente storica del search engine.

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Arriva “Google Chrome Os”

Posted by nurwebagency on 9th luglio 2009

Uscirà il prossimo anno, si chiamerà Google Chrome Os e sarà indirizzato in modo specifico al mondo dei netbook. L’annuncio è stato pubblicato sul blog ufficiale di Google nelle ore scorse. La società ha confermato l’intenzione di lanciare un suo sistema operativo, figlio di un progetto presentato come estensione naturale di Chrome. Non a caso si chiamerà dunque Google Chrome Operating System e dovrebbe vedere la luce nella seconda metà del prossimo anno.

Si tratterà, così scrive la stessa Google, di un sistema operativo open source e leggero, destinato, almeno in una fase iniziale ai netbook. In questa fase, Google non rilascia molte anticipazioni sul progetto, ma lo ufficializza proprio per la necessità di entrare immediatamente in contatto con la comunità open source per collaborare nel miglior modo possibile allo sviluppo del sistema operativo.

L’idea è comunque quella di un Os veloce, in grado di avviarsi e connettersi al web in pochi secondi, con una interfaccia minimalista, perchè il punto centrale di Chrome Os sarà la user experience sul web da un lato e la sicurezza dall’altro. Proprio sulla sicurezza pone forte l’accento Google, che parla di una interfaccia completamente ridisegnata, così da liberare completamente gli utenti da problemi di virus, malware e aggiornamenti di sicurezza.

Il sistema operativo, bastato su kernel Linux, girerà sia su sistemi x86 sia su processori Arm e per questo la società sta avviando una serie di colloqui con i produttori di netbook e dispositivi. Google nella sua nota tiene a precisare che Chrome Operating System è un progetto completamente diverso da Android, la cui finalità è funzionare su una molteplicità di dispositivi che vanno dai telefoni cellulari ai set top box. Chrome Os è invece indirizzato al mondo del personal computing, e in modo particolare a tutti quegli utenti che fanno del web la loro piattaforma principale.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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Microsoft KUMO sfida Google

Posted by nurwebagency on 20th maggio 2009

microsoft_kumo

Pare proprio sia arrivato il momento del nuovo e decisivo concorrente di GOOGLE nell’ambito delle ricerche web. Si tratta di Microsoft Windows KUMO che dovrebbe (secondo le indiscrezioni) vedere la luce già nella prossima settimana.

La nuova trovata di Microsoft per cercare di ridurre il gap che al momento vede Google come incontrastato leader mondiale nel campo dei motori di ricerca, è un progetto a cui la società americana ha dedicato tempo e risorse e da cui si aspetta un pronto risultato in termini meramente economici e di utenti.

Sono molti gli aspetti su cui Windows KUMO ha lavorato per approfondire l’algoritmo di ricerca per migliorare le query di ricerca, ma molto dovrà ancora fare in fase di sviluppo per catturare le preferenze degli utenti che, come testimoniano i recenti sondaggi negli USA, continuano a preferire le pagine di google.com in una percentuale che sfiora l’80% dei casi.

Prossimamente dunque vedremo se questo nuovo prodotto riuscirà a minare le certezze del web o se, come in molti altri casi che hanno tentato l’impresa, risulterà solo un buco nell’acqua.

Per maggiori informazioni – Il Sole 24 Ore

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E’ arrivato l’anti-Google?

Posted by nurwebagency on 5th maggio 2009

L'anti-Google - Wolfram Alpha

Avviso ai naviganti del Web: è partito il conto alla rovescia per la più grande rivoluzione dell’Internet-generation. Se il 2009 passerà alla storia come l’anno della peggiore recessione dagli Anni Trenta, il riscatto potrebbe arrivare dall’universo parallelo del «www». Entro la fine del mese saranno levati i veli a un nuovo super-software da usare nelle indagini online: l’aspetto è quello di un normale motore di ricerca ma la capacità di elaborazione non ha precedenti.

Il nuovo sistema, messo a punto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Harvard, si chiama Wolfram Alpha – dal nome di Stephen Wolfram, scienziato britannico che ha guidato l’équipe dell’ateneo di Boston – ed è in grado di capire domande molto particolari ma formulate nel linguaggio comune, alle quali fornisce risposte altrettanto precise. In sostanza è un «search engine», per dirla all’inglese, ma a differenza dei predecessori è capace di processare in maniera analitica una quantità d’informazioni molto più ampia rispetto alle due o tre parole chiave che si inseriscono di solito nella stringa di ricerca. Al termine dell’elaborazione Wolfram offrirà una serie di risposte, in termini di link a siti web e portali, molto più contenuta e selettiva rispetto agli interminabili elenchi che si ottengono oggi, e che spesso rendono difficile individuare il percorso da seguire.
«Finalmente ecco lo strumento giusto per chi è stanco di dover districarsi tra una quantità enorme di risultati che poco hanno a che fare con la ricerca», commenta Michael Jones, esperto e fondatore di Tech.blorge.com.

La portata del progetto è tale che gli studiosi di Harvard gli hanno dato il nome di «Sacro Gral della Rete», ma per gli appassionati Wolfran Alpha è a tutti gli effetti l’anti-Google, anche se il suo impiego sarà più esteso. Non c’è dubbio che si tratti di un prodotto destinato a mettere in ombra i tradizionali motori come Yahoo! o Msn, e che rischia di strappare lo scettro a Sergey Brin e Larry Page, i fondatori di Google da dieci anni re incontrastato dei «search engine». Wolfran Alpha non fornirà solo una risposta diretta a domande del tipo: «Quanto è alto il monte Everest?». A corredo darà un elenco contenuto e ordinato di informazioni geografiche, culturali e storiche legate all’Everest, con tanto di grafici e tabelle, selezionate tra le fonti ritenute più attendibili.

Ma la vera innovazione è la capacità di lavorare «on the fly», ovvero in astratto. «Se gli chiedi di paragonare l’altezza dell’Everest con la lunghezza del Golden Gate di San Francisco, lo farà», spiega Stephen Wolfram. O se gli si chiede che tempo faceva a Londra il giorno in cui hanno ucciso Jfk lui procederà a una ricerca incrociata e dirà con certezza assoluta se nella capitale britannica il 22 novembre 1963 pioveva o c’era il sole.
Wolfram, guru della fisica con riconoscimenti internazionali, garantisce sull’accuratezza delle informazioni perché vengono valutate (prima) da un gruppo di esperti. Per questo saranno eliminati anelli deboli tipici di siti come Wikipedia, dove ognuno può contribuire alla stesura delle pagine aumentando il rischio di errori o imprecisioni. «Voglio rendere il sapere che l’uomo ha accumulato in migliaia di anni disponibile a tutti ma con la maggiore accuratezza possibile – spiega Wolfram – non credevo che ci saremmo riusciti, e sono piuttosto sorpreso nel vedere che funziona così bene». Lo scienziato di 49 anni avverte che il lancio della sua creatura previsto in tre settimane «è solo il primo passo di una rivoluzione della Rete» resa possibile grazie dal fatto che si tratta di un sistema aperto, ovvero gratuito e utilizzabile da chiunque. Un’invenzione straordinaria quindi, ma «non priva di inconvenienti», tiene a precisare.

Wolfran Alpha è stato infatti disegnato da professionisti e accademici e per questo mostra qualche lacuna nel linguaggio popolare. Per esempio, il termine «50 cents» ha causato «errori assoluti» nei test pilota, perché confonde informazioni sulla valuta Usa con quelle del famoso rapper americano che porta quel nome. Per questo, e solo per questo, il neonato di casa Harvard non è destinato a mettere a rischio subito l’egemonia di Google. «Ma è solo questione di tempo – dice Wolfram – perché una volta sul mercato sarà possibile perfezionarlo». Page e Brin sono avvertiti.

Post by WinTricks
Segnalato da Gallo

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Google compra Twitter?

Posted by nurwebagency on 6th aprile 2009

Google compra twitter?
Si rincorrono le voci riguardanti un possibile acquisto di Twitter da parte di Google. Ma perchè Google dovrebbe acquistare Twitter?

Twitter è un servizio di microblogging che consente l’invio di brevi messaggi di testo non più lunghi di 140 caratteri: questo servizio è salito spesso agli onori della cronaca per essersi dimostrato un affidabile strumento di informazione, soprattutto per la segnalazione di eventi di portata mondiale, come uragani, guerre e simili.

Twitter, negli ultimi tempi, è diventato molto famoso, anche perchè decine di star e personaggi famosi lo usano per tenersi aggiornati. Google ha visto in Twitter un servizio molto utile che, integrato nel suo motore di ricerca, potrebbe generare un flusso ininterrotto di notizie e aggiornamenti da tutto il mondo. Inoltre, riuscire a monetizzare Twitter porterebbe nelle casse di Moutain View un sacco di soldi.

C’è un “ma” in questa acquisizione. Perchè la storia di Twitter ricorda molto quella di YouTube. Google acquistò Youtube quando era estremamente popolare, e portandolo ad un livello di popolarità impressionante. Salvo, poi, rendersi conto della difficoltà di monetizzare l’enorme quantità di video caricati dagli utenti.

In pratica, Google non dovrebbe acquistare Twitter prima di trovare un modo di monetizzare il sito. Oggi il microblogging sta diventando un canale di comunicazione, allo stesso livello della posta elettronica e della messaggistica istantanea.

Secondo TechCrunch le due aziende sono impegnate in una fase avanzata dei negoziati per l’acquisizione, con Twitter che chiede non meno di 1 miliardo di dollari per vendere il suo sito. L’ipotesi è di integrare Twitter nel motore di ricerca.

Tuttavia Biz Stone, co-fondatore di Twitter, ha dichiarato che i piani della società sono di rimanere indipendenti.

Post by downloadblog.it

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