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Posizionamento sui Motori di Ricerca, grafica web e programmazione

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Posizionamento sui Motori di Ricerca

Posted by nurwebagency on 15th luglio 2008

L’85% degli utenti di internet arriva sui siti di interesse utilizzando i motori di ricerca, di conseguenza un buon posizionamento è di fondamentale importanza per incrementare il numero delle visite degli utenti verso il proprio sito.

I motori di ricerca sono dunque uno dei migliori strumenti per riuscire ad acquisire un’alta visibilità su Internet, in quanto consentono di indirizzare gli utenti proprio verso quelle pagine web che sono interessati a trovare, offrendo loro una lista di siti che trattano temi inerenti alle parole cercate.

Entrare nelle prime pagine di quelle liste non è semplice, i motori di ricerca attraverso dei software chiamati “spider” setacciano la rete alla continua ricerca di siti contenenti i termini che rappresentano al meglio i contenuti del sito. Gli spider però sono molto selettivi e scelgono le pagine web che meglio si adattano all’algoritmo di indicizzazione, che stabilisce in che misura ogni sito presente nei propri archivi si combina con le parole chiave cercate dall’utente. I siti che soddisfano al meglio gli algoritmi saranno premiati da un posizionamento migliore nella lista.

Le regole a cui sono legati questi algoritmi non sono molto chiari ma, molto semplicisticamente, i principali parametri a cui tutti si attengono sono il contenuti testuale, le parole chiave e la popolarità sul web determinato dal numero di link verso il sito sparsi nel Web. Ogni motore di ricerca prende in considerazione questi tre elementi in modo differente, assegnando a ciascuno di essi un valore diverso. Ad esempio Google, a differenza di altri, ha fatto della popolarità uno dei componenti cardine del suo algoritmo di ricerca.

La riuscita di un sito web, in termini di posizionamento, dunque, potrebbe essere riconducibile alla realizzazione di un sito dai contenuti interessanti, ben strutturati e correlati ai termini che gli utenti cercheranno sui motori, ma purtroppo non sempre è così: l’autorevolezza del sito, la navigabilità, l’ottimizzazione del codice html, sono solo alcuni dei numerosi altri fattori determinanti al fine di ottenere un buon posizionamento.

Una volta selezionato e inserite le parole chiave nelle proprie pagine web è necessario valutarne l’efficacia ricercandole per ogni motore di ricerca. Manualmente è una procedura che richiede molto tempo, ma esistono diversi software che in modo automatico fanno tutto il lavoro. [leggi il resto]

 Fonte: Gianfranco Valentehtml.it

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PhraseRank

Posted by Editor-C on 20th giugno 2008

PhraseRank

Il PhraseRank (indice collegato alla frase) è un nuovo brevetto di Google, che diverrà molto utile nella creazione siti internet. L’autrice è Anna Pattersson ed è destinato a realizzare in futuro, grossi cambiamenti nei motori di ricerca.
Invece di correlarsi a “parole chiave”, il sistema si basa su “frasi correlate fra loro”, per raccogliere, organizzare ed indicizzare documenti e pagine web.
Il sistema analizza in che “modo” queste frasi sono utilizzate sul web, per capire se il contenuto della nostra pagina è importante oppure no.
Inoltre trova ed identifica delle “frasi correlate” (related phrases) o “estensioni di frasi” (phrase extension), basandosi sempre sui documenti trovati in altri siti web, per determinare se il nostro documento è rilevante oppure no.
Verifica quante volte tali frasi correlate compaiono nel documento, per capire innanzitutto che non sia uno spam e poi se è decisivo oppure no.
Alla fine, queste frasi, vengono utilizzate per ordinare ed organizzare i risultati.

Balza subito agli occhi, l’intrinseca difficoltà nell’impostare il problema in tale modo. Lo spider (o chi per esso), deve innanzitutto riconoscere la validità di una frase sia nella sua sintassi che nella sua grammatica. Vale per ogni lingua del mondo… fatto questo, deve saper riconoscere se la frase ha un senso logico oppure no, nella suddetta lingua e correlare il tutto con frasi “analoghe” su altri siti!
In breve, è il problema delle parole chiave elevato all’ennesima potenza: una cosa è riconoscere una parola, di tutt’altra difficoltà è riconoscere una frase.
E’ purtuttavia indubbio che, qualora funzionasse, avrebbe un livello globale di affidabilità che oggi sarebbe del tutto impensabile con le sole parole chiave. Indubbiamente è il futuro, ma non è detto che sia molto prossimo.

Per chi avesse ancora qualche dubbio in merito, entreremo in qualche ulteriore dettaglio, facendo un esempio.

Dobbiamo farci una gita sui laghi di Mantova, con motonavi appositamente attrezzate per turisti (mai stato su queste motonavi: i laghi di Mantova li vedo da cinquant’anni…). Cercheremo, ad es., “navigazione fluviale Mantova”, su Google.
Attualamente non facciamo altro che legare tre parole chiave:
1) navigazione
2) fluviale
3) Mantova

Il motore di ricerca ci visualizzerà i risultati in base a queste tre chiavi, usandole in modo parzialmente indipendente, prova ne sia che l’esatta chiave completa “navigazione fluviale mantova”, non viene visualizzata al primo posto dell’elenco, come dovrebbe essere, ma soltanto alla terza riga. Google infatti, pizzica prima (al momento della mia ricerca) la “provincia di Mantova” e poi un “crociere fluviali” sul Brenta… fiume che non è neppure in Lombardia.
Se il PhraseRank fosse attivo (o lo fosse nella sua totalità), questo non accadrebbe. Per primo ci sarebbe “navigazione fluviale mantova” e subito dopo un probabile “navigazioni fluviali Mantova”, poichè sono due frasi diverse nella loro scrittura ma eguali nel concetto espresso, escludendo dall’indice una “provincia” ed un “Brenta”, che poco hanno a che fare con la mia ricerca.

E’ pensabile che il PhraseRank diverrà totalmente attivo in futuro? Io me lo auguro!
In quale modo potrà essere determinante nei confronti del PageRank, TrustRank, Hubs, Seeds o simili? Staremo a vedere: vi informeremo non appena avremo un po’ di materiale per poterci esprimere, poichè la NUR non utilizza fra i suoi strumenti di lavoro, la sfera di cristallo ;-) .

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Come potenziare il TrustRank

Posted by Editor-C on 16th giugno 2008

Come potenziare il TrustRank

Il metodo più semplice per potenziare il TrustRank nella creazione siti internet, è *scambiarsi link* con siti che vengano scelti con i criteri sotto elencati. N.B.: non è dimostrato che lo scambio link sia sempre gratuito, spesso “il favore” è a pagamento.

1) Prendendo le mie Keyword più importanti, bisogna scambiare i link con i siti che si posizionano nei primi 10 posti di Google a parità di Keyword.
2) Come sopra ma con Keyword con tematiche correlate.
3) Gli Hubs e i siti Trust per definizione.
Sono directory nei portali più famosi basati sulla scelta umana (e non algoritmica come Google) usata inizialmente, come DMOZ, Yahoo, MSN, ecc. ecc. DMOZ non è un motore di ricerca (come lo sono gli altri), è un “garante” sui contenuti dichiarati dal sito, che “certifica” la “moralità” dello stesso e che i contenuti proposti, sono congruenti con quelli dichiarati nelle definizioni di categorie (e combinazioni di esse) proposte da DMOZ. E’ indubbio che non manchi di un certo “peso”, nel determinare il TrustRank di un sito.
Fra gli hubs non a tema (che cioè non specificano l’esatta categoria e tipologia come DMOZ), possiamo ricordare Repubblica.it, Kataweb, Netscape, BBC, ecc. ecc.
4) I siti che hanno PageRank elevato (da 5 in su) ma che abbiano un’equa redistribuzione dei link entranti (non deve cioè superare il 30% di links da pagine interne o dagli stessi domini). E’ utile farsi richiamare (max 10%) anche dalle pagine interne.
5) Scegliere i siti “più vecchi”. La loro età influisce proporzionalmente sul TrustRank: sito vecchio, fa buon brodo! Potrete ottenere queste informazioni e molte altre ancora, cliccando “whois” al sito: http://whois.domaintools.com/archive.org. E’ un sito a pagamento in grado di dirvi vita, morte e miracoli di ogni sito di vostro interesse.
6) Ottimizzare la base dell’HTML nella creazione siti internet. Personalmente preferisco l’XHTML perchè raccomandato dall’authority web e veloce anche per connessioni lente (l’uso dei CSS permette di caricare le istruzioni fisse di pagina, una volta sola all’inizio e non per ogni pagina visualizzata) ma,
detto questo, le regole non cambiano. Non dobbiamo dimenticare l’importanza degli H1 (nome sito), H2 (nome pagina) ed il tag: <meta name=”noframes” content=”nospam” /> .

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Topical TrustRank

Posted by Editor-C on 9th giugno 2008

Topical TrustRank

Topical TrustRank di: Wu, Goel, Davinson. Risale al 2006.

Dobbiamo premettere che non c’è modo, a parte l’esperienza dei webmaster (esperti nella costruzione di siti internet), di verificare quanto Google sia coincidente nei fatti, a quanto afferma nelle sue dichiarazioni ufficiali. Di solito, coincidente, non lo è mai!
Diamo così per scontato che quanto affermiamo, possa essere valido al 90%… se va bene, mentre il rimanente 10% (o più) resta aleatorio, in quanto soltanto Google potrebbe confermarlo, cosa che non fa, purtroppo, con buona pace di chi si dedica alla costruzione di siti internet.

E’ un fatto che il TrustRank, sembra trasmettersi in modo “espanso” all’intero dominio.
In breve: anche le nuove pagine secondarie, nate all’interno di un sito di forte Trust, sembrano beneficiare di questo “stato di grazia”, posizionandosi più velocemente e meglio di pagine di un dominio a basso Trust, in base alle loro chiavi. Se la Key (chiave) è medio-bassa, c’è competizione.
  
Il TrustRank tende a “privilegiare” i siti appartenenti a grosse comunità. La soluzione sta nel Topical TrustRank, che permette di “riequilibrare” il valore del TrustRank, dividendo il suo valore in funzione dell’argomento dei siti hubs (o seeds) e delle matrici links del TrustRank. In questo modo si ottiene una riduzione di spam, che va dal 19 al 43 %.
Otteniamo così la riduzione dello spam anche dove questo avviene automaticamente, come nei Blog e nei Forum.

Purtroppo però aumentano le pagine spam nelle piccole comunità e nei siti nicchiati (es: i comuni compresi nell’unico sito di una provincia).

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HUBS-SEEDS

Posted by Editor-C on 4th giugno 2008

HUBS-SEEDS

Gli Hubs (lett.: mozzo) ed i Seeds (lett.: testa di serie) altro non sono che nodi di smistamento, che comportano una scelta invece di un’altra. E’ la stessa differenza che c’è fra il TrustRank ed il BadRank. Gli Hubs-Seeds sono concepiti per permettere lo smistamento fra le due condizioni di TrustRank e BadRank.

La prima applicazione del principio logico degli Hubs o Seeds risale, almeno come esperimento, al 1° agosto 2003, su un campione di circa 30 milioni di siti/nodi selezionati, in un data-set selezionato fra miliardi di pagine su AltaVista. Da questi 30 milioni, sono stati scelti in modo automatico, un gruppo di siti.
Delle persone umane (dette Oracoli) li hanno divisi in siti buoni (con punteggio di fiducia = 1) ed in cattivi (con punteggio di fiducia = 0).
I siti buoni oggi li chiamiamo Hubs (o Seeds) e sono i “siti madre” da cui parte il conteggio del TrustRank, fondamentali nel posizionamento siti internet.

Non esiste un elenco ufficiale degli Hubs (o Seeds) ma si può presumere, con una buona dose di autenticità, che siano:
1) i siti-portali-directory più famosi, partendo da elenchi già scelti da personale umano di: Yahoo, Msn, Dmoz, BBC, ecc…
2) siti governativi di enti “sicuri”: Università, Ministeri, ecc. ecc.
3) siti che vengono manualmente recensiti ogni giorno dai Quality Raters, che assegnano un punteggio di TrustRank (1) o BadRank (0).
4) siti che vengono recensiti da autori volontari (Google Coop), che danno una categoria semantica con un punteggio 0-1. Quest’ultima condizione è messa in forse da alcuni autori, la dò per certa come scrivente, essendo “vittima” su un mio sito, di un Google Coop, gestore di un sito concorrente… Mi resta infatti inspiegabile come si possa passare in un attimo e senza aver toccato nulla, dalla seconda riga alla sesta pagina di Google, in un batter di ciglia, quando su Yahoo, AltaVista, ecc. ecc., sono sempre in prima pagina.

Si può serenamente affermare che, globalmente, il sistema offre più vantaggi che svantaggi.
Se si calcola per due volte il PageRank, la prima con il solo algoritmo e la seconda con ausilio umano (TrustRank), dando un peso maggiore ai siti puliti, gli spammers, non avendo l’elenco ufficiale degli Hubs-Seeds, poco possono fare per danneggiarci, linkando il nostro sito da siti spam.
Google ha recentemente affermato, relativamente al posizionamento siti internet: “un concorrente non può fare pressochè nulla per danneggiare la tua posizione”. E’ sicuramente vero quando si parla di link da siti spam; a mio avviso lo è un po’ meno quando interviene il fattore umano in modo diretto con i Google Coop.

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BadRank

Posted by Editor-C on 3rd giugno 2008

BadRank

BadRank si può tradurre come “cattiva indicizzazione”, che influirà sul posizionamento dei motori di ricerca.
E’, in parole povere, il contrario di PageRank. Mentre il PageRank dà un indice positivo in base al numero di link “buoni” richiamati dalla nostra pagina, il BadRank dà un indice negativo in base al numero di “pagine cattive (o spam)” che richiamano la nostra pagina.
Possiamo esprimerci in un altro modo, senza cambiare la sostanza. Se il PageRank è alla base del TrustRank, il BadRank è alla base del “DetrustRank”, concetto opposto a quello, per l’appunto, del TrustRank.

Soffermiamoci sul principio logico del “TrustRank“, fondamentale nel posizionamento dei motori di ricerca.
Un sito di qualità non linkerà (quasi) mai una sito di bassa qualità o spam.
Questo consente una “trasmissione di fiducia” da un sito ad un altro, ecc.
Mano a mano che i links si allontanano dal “sito buono”, il valore di TrustRank si abbasserà proporzionalmente.

Questo consente di premiare i “siti di qualità” nel posizionamento dei motori di ricerca ed arginare i “siti spam”.
Per ottenere questo, il TrustRank parte da un elenco di siti “trust” (affidabili) definiti “hubs” o “seeds“.

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PageRank

Posted by Editor-C on 30th maggio 2008

PAGERANK
PageRank si può tradurre come “indice di pagina”, e viene utilizzato per il posizionamento motori di ricerca.
Risale agli albori di Google ed è un algoritmo sviluppato, almeno in parte, da Larry Page, uno dei fondatori di Google.
Oggi la sua importanza è diminuita, perchè sopravanzato dal più recente TrustRank… ciò non toglie che rivesta ancora una certa importanza nel posizionamento motori di ricerca che, se anche è inferiore a quella normalmente attribuitagli, è bene non sottovalutare. Va ricordato che, come da nome PageRank, questo valore viene calcolato “per la pagina” e non “per il sito”. Sembrerebbe ovvio ma spesso, così non è compreso.
Il PageRank è un’ottimizzazione analitica del Link Popularity (LP), che calcola quanti link puntano alla nostra pagina. Il PageRank ottimizza questo puntamento in base all’importanza di PageRank attribuita al link chiamante.
In breve: il PageRank calcola da quanti link viene richiamata la nostra pagina, tenendo conto per il risultato finale, anche della loro importanza. Nel posizionamento motori di ricerca, ne consegue che è meglio che la nostra pagina venga richiamata da poche pagine importanti, piuttosto che da molte pagine fasulle.
Il valore reale di PageRank è direttamente visualizzabile tramite il toolbar esteso di Google (scaricabile da: http://www.google.it/intl/it/options.html), attivando l’opzione di PageRank, nelle funzioni avanzate.
Resta da dire che la percentuale (in decimi) evidenziata nella barra, è esponenziale e non lineare. All’incirca: una PageRank di due, è circa dieci volte (e non soltanto doppio) rispetto ad un PageRank di valore unitario.

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TrustRank

Posted by Editor-C on 29th maggio 2008

TRUSTRANK
TrustRank si può tradurre come: “indice di fiducia” per il posizionamento siti internet.
E’ un algoritmo brevettato da Google il 16 marzo 2005 ed è stato adottato come programmazione per il posizionamento siti, anche se con risultati di minor effetto, dai più importanti motori di ricerca.
Il suo principale scopo è quello di arginare (e non annullare completamente) l’effetto “spam” (pubblicità diretta tramite richiamo del link, o indirettamente con parole chiave nascoste) di cui il posizionamento dei siti può avvalersi.
L’esempio di spam più classico è quello del “PageRank“, ovvero la valutazione numerica che si fa della pagina di un sito, in base al numero di pagine che richiamano il su citato link. Le pagine potrebbero essere “fittizie”, create solo per aumentare il PageRank della su citata pagina, creando così un’evidente effetto “spam”.
Un altro esempio di spam, ancora più antico, è quello di nascondere (es: scrivendo con lo stesso colore dello sfondo) frasi di testo con parola chiave, invisibili all’utente (ma letto dagli spider dei motori di ricerca), al fine di aumentare il PageRank.

L’algoritmo di TrustRank, provvede ad una prima analisi del posizionamento del sito, con un’enorme svalutazione da parte di Google (meno per Msn) per fattori “on-the-page”: keywords %; contenuti, tematicità, etc…

Questa prima analisi per il posizionamento siti, di valore di TrustRank tramite algoritmo, viene completato tramite risorse umane (quality rater) per la globale valutazione qualitativa in relazione al posizionamento siti. La garanzia non è assoluta, in quanto gli algoritmi di Google ed il fattore umano si trovano talvolta, in disaccordo. Ne è un esempio classico la ricerca della parola chiave “Glacier Bay”. I quality rater dettero la precedenza ad un parco nazionale, quando l’algoritmo dava ragione agli utenti, che cercavano in realtà, una compagnia commerciale.
Google in questi casi, risolve il problema dando due risultati in parallelo, con la stessa rilevanza di posizionamento siti.
Tutto ciò ha richiesto enormi investimenti sia a livello di server che di personale.
Google ha primeggiato sia su Msn che su Yahoo, in tal senso, sia in quantità di risorse investite che anticipando la concorrenza nel tempo, mantenendo così la supremazia nel posizionamento siti internet.

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