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Posizionamento sui Motori di Ricerca, grafica web e programmazione

Archive for the 'Posizionamento' Category


Dove acquistare i links: risorse testate come migliori

Posted by Editor-C on 25th ottobre 2008

1) text-link-ads.com

-ottimo come quantità e qualità di links
-multilingua: spagnolo, francese, tedesco, giapponese
-semplicità/velocità di inserimento e gestione links
-è abbastanza caro

2) textlinkbrokers.com

-buona quantità di offerta e qualità di links
-offerte molto dettagliate
-prezzi molto alti e servizio sbrigativo verso il cliente

3) linkadage.com

-è il migliore come rapporto qualità/prezzo
-discreta quantità di scelta
-offerte molto dettagliate
-possibilità di accordarsi direttamente col venditore (anche per altre lingue) ed ottenere sconti

4) sitepoint.com e digitalpoint.com Forum

-vedi http://www.sitepoint.com/marketplace/viewcategory?categoryid=24
-e http://forums.digitalpoint.com/forumdisplay.php?f=65
-ottimo come quantità e qualità dell’offerta
-possibilità di accordarsi col venditore (anche per altre lingue) e ottenere sconti

5) gotlinks.com

-prezzi bassi: mediamente 0,05$/mese per ogni link (con possibilità di ulteriori sconti x accordi diretti)
-network di medio/bassa qualità: buono per MSN e Yahoo, meno per Google (no penalizzazioni se attivati nel tempo!)

6) onlinemarketingtoday.com

-prezzi molto bassi: 100.000 links a 1.000$/mese (0,01/link!)

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Valutazione di un buon link prima dell’acquisto

Posted by Editor-C on 20th ottobre 2008

N.B.: il PageRank spesso è l’unico metro di misura prima dell’acquisto, ma non è sufficiente => quindi, per acquisti importanti, farsi dare sempre il Link esatto prima di acquistare.

Per valutare tutte queste cose, agire come segue, verificando:

1) Provenienza dei links da domini autorevoli (TrustRank elevato). La ricerca può essere fatta usando la toolbar seo for Firefox: http://tools.seobook.com/firefox/seo-for-firefox.html

2) Provenienza dei link da domini .edu .gov usando la query: linkdomain:www.dominio.com+site:.edu-site:.com-site:www.dominio.com Si può fare anche con la SEO for Firefox (vedi sopra)

3) Redistribuzione dei links da più domini e classi IP differenti (= naturalezza dei links)

4) Registrazione su Dmoz/Yahoo Directory

5) N° di links in uscita (meno sono e meglio è: max 20)

6) Qualità dei links in uscita. NO: porno/gambling/pharmacy o domini bannati. Vedi: BadRank

7) Tematicità

8 ) Anzianità del dominio (fare Whois)

9) Valutazione della posizione per quella Key (ottimo se 1° con la key da noi impostata)

10) Valutazione di “forti” penalizzazioni (cerca “dominio.com”)

11) Volumi di traffico indicativi con Alexa.com toolbar

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Compravendita di links

Posted by Editor-C on 18th ottobre 2008

Come funziona?

1) siti differenti propongono  inserimento di links (solitamente testuali), comunicando il PageRank . Non sarà sufficiente.

2) Noi scegliamo l’anchor text (o testo chiave che dir si voglia)

3) loro lo pubblicano in una o più pagine dedicate in cambio di un canone mensile (o una tantum se sono link permanenti)

4) servizi di scambio di link gratuito: i rischi di linkare siti bannati è talmente elevato, da non giustificare il possibile (piccolo) ritorno in vantaggi.

Funziona? sì, funziona BENISSIMO (soprattutto su Google).

Matt Cutts promette: Google vi beccherà!… ma è proprio vero?

Anche se Matt Cutts dice di voler penalizzare questa pratica invitando i webmaster a segnalare chi vende links (http://www.mattcutts.com/blog/how-to-report-paid-links/), al momento l’acquisto di links funziona ed è prevedibile che funzionerà ancora per molto tempo.

Vediamo il perchè:

1) Ci sono mille modi di nascondere un link a pagamento e chi ha fatto affari da milioni con questo sistema, escogiterà sempre nuove tecniche per rendere il link “non riconoscibile” con certezza…

2) Considerato quindi che ciò che non è universalmente riconoscibile con certezza oltre ogni ragionevole dubbio, non può essere penalizzato in modo algoritmico/automatico: immaginate per un attimo quanti quality-raters servirebbero per beccare tutta la compravendita? ;-)

3) Matt Cutts afferma questo proprio per spaventare i SEO perchè altrimenti, se Google potesse realmente intervenire, starebbe zitto!

4) Google continua a fare dei bei soldini, vendendo posizionamenti prioritari, a siti che vendono links. Come mai non comincia a bannare proprio questi links?

Ci limitiamo comunque, per correttezza, a prendere per seria questa proposta di Google ed invitiamo alla cautela nell’acquisto di links.

La lingua e l’acquisto di links - premessa:

1) L’ideale è avere links da pagine con la stessa lingua: se la % da lingua diversa (es: inglese) è molto elevata, si corre il rischio di essere visti come sito non nella lingua originale ma bensì in inglese.

2) L’inglese ha però MOLTE PIU’ OFFERTE, anche se non tutti i siti in inglese, accettano di linkare siti in lingue diverse.

Soluzione: creazione di poche pagine in lingua inglese e matrice a due livelli che punta alle nostre pagine italiane.

Regole fondamentali per chi acquista links

Obiettivo Yahoo ed MSN = la quantità prevale sulla qualità

1) investi su circuiti di links di medio/basso valore che, a parità di budget, ti offrono un numero elevato di links

2) tieni una minima parte di budget (max 10%) per acquistare qualche link da home page di siti trust (anche non tematiche), poichè comunque Yahoo ed MSN ne tengono in parte conto.

3) se acquisti molti links (es: > 1000) di media/bassa qualità, attivali in modo graduale nel tempo (es: 10% la settimana) e variando un po’ l’anchor text (es: 3 anchor diversi) per evitare le penalizzazioni da Google.

Obiettivo Google = la qualità è fondamentale ma serve anche tematicità

E’ meglio quindi  avere 10 link da PR/TR medio-basso ma tematici, che un solo link da PR/TR forte ma non tematico: è la soluzione ideale per budget ridotti e per chi ha siti molto di nicchia (dove ci sono pochi links in vendita a tema).

Regole base per entrambe le condizioni su citate

Regola comune: l’acquisto di links da siti con PR/TR molto forte (da PR 7 in su) è comunque consigliata. Comprare almeno 1 link PR 7 per accelerare l’indicizzazione del nostro sito e delle nuove pagine, a maggior ragione se abbiamo siti con molte pagine e/o necessitano di frequenti update.

Spendere troppo per un PR troppo forte non ha senso. Es: a parità di budget è meglio acquistare 50 links da PR 7 che uno solo da un PR 9-10

In previsioi di eventuali penalizzazioni manuali future (V. Matt Cutts), prediligere i siti che piazzano liks poco visibili e senza scritte tipo: “sponsored links” (facili da beccare). Prediligere links da pagine interne (anche se hanno PR/TR più basso della home) oppure i post a pagamento.

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Matrici di links forzate/spinte

Posted by Editor-C on 16th ottobre 2008

Dobbiamo far credere a Google che la nostra matrice di links sia naturale e non forzata.

IMPORTANTI ACCORGIMENTI

1) Acquistare hosting su classi di Ip differenti (es: 10 classi diverse)

2) Redistribuire in modo equo i domini su queste classi (es: 10 domini su ogni classe di Ip)

3) Ricevere un N° sufficiente di links esterni da altri siti ma con “equa redistribuzione”. Es: se tutti i nostri 100 domini ricevono gli stessi links dagli stessi siti esterni, allora non va bene.

4) Ricevere un numero adeguato (10-20%) di links anche dalle nostre pagine interne.

5) Evitare links reciproci diretti (A richiama B, che richiama ancora A)

6) Evitare links circolari brevi (A richiama B, che richiama C, che richiama ancora A). Questo anello deve avere una percorrenza minima di 5 siti.

7) Scegliere pochi domini “predestinati” ad essere vincenti (max 20%)

8 ) Linkarsi solo con pagine a tema. Nelle matrici spinte, è meglio avere pochi link ma molto tematici, che viceversa.

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Matrici di links e popolarità

Posted by Editor-C on 13th ottobre 2008

Potenziamento e compravendita di links per aumentare PageRank e TrustRank.

La buona matrice di links

La migliore matrice di links possibile è quella naturale: quella cresciuta in modo equilibrato nel tempo. Google ama molto i siti che vengono implementati gradualmente ed ho ottenuto ottimi risultati quando, terminato (si fa per dire) un sito, vi ho aggiunto un blog per interagire con i visitatori del sito. In tal senso, non ci sono differenze a livello di sitemap (per Google), fra pagine blog e pagine sito, a patto di aggiornarla ad ogni nuova pagina immessa. Aumenteremo notevolmente il nostro successo, se tali pagine verranno richiamate anche da altri siti (o blog, social, ecc.) meglio se ad alto PageRank/TrustRank.

E’ tutto vero quanto ho affermato? Beh… mica tanto: per MSN e Yahoo (quasi) tutto fa brodo. Per questi motori di ricerca infatti, i controlli sulla “originalità” della matrice sono molto scarsi. Per Yahoo l’unico “peso” abbastanza importante è il TrustRank del sito che ci linka mentre  MSN rileva la “tematicità” della pagina che ci richiama.

Ancora una volta Google si dimostra il motore di ricerca più completo, dato che lavora in modo diverso.

Google: parametri rilevati per una buona matrice di links:

1) TrustRank del sito che ci linka

2) Tematicità e lingua del sito che ci linka

3) Anzianità del link che ci richiama: più è vecchio e più vale.

4) Provenienza dei link da domini diversi (è inutile farsi richiamare mille volte dallo stesso sito: è molto meglio farsi richiamare una volta da mille siti diversi!)

5) Redistribuzione delle classi di Ip dei siti/pagine che ci linkano. In parole povere: essere richiamati da siti che provengono dallo stesso indirizzo Ip (indirizzo del server), serve a poco. Non è da escludere infatti, che tali siti siano stati fatti tutti da noi.

Riassumendo in parole povere: facciamoci richiamare da pagine interne di siti ad alto TrusRank, posizionati con diverso indirizzo Ip.

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Motivi di duplicazione e soluzioni

Posted by Editor-C on 8th ottobre 2008

Nel precedente articolo di penalizzazione dei contenuti, avevamo parlato di come si possa penalizzare un sito, duplicandone (anche parzialmente) frasi e contenuti. In questo articolo parleremo di quali possano essere le soluzioni a tale inconveniente.

Possono esserci domini differenti ma con lo stesso contenuto.

Ad es.: tutti i domini che hanno una doppia radice (.it .com) con dominio uguale (ovviamente). Si consiglia di fare una redirect (con errore 301) sul dominio con più forte trustrank.

Differenziamo i contenuti con il welcome (benvenuto) su quello più debole ed usiamolo per linkare quello più forte.

Bloccare i link con robots.txt

Violazione di copyright e/o scraping da siti spam

Ricercare i siti e le pagine duplicate tramite CopyScape Se è stato copiato solo qualche pezzo di frase, ricordarsi che ciò non basta per la penalizzazione.

Se il sito è stato spammato al 100%: segnalare lo “spam report” tramite Google SiteMap. Segnalare la sitemap dà una maggiore probabilità di essere visionati da Goole, poichè una sitemap è più rapidamente consultabile dai quality raters (quando si deve verificare la copia di un sito) che non il sito stesso.

Se il sito non è spam (non è così bannabile dai quality raters) ma clona numerose pagine (o l’intero sito), ci sono due soluzioni:

1) far mandare una raccomandata dall’avvocato al webmaster del sito

2) segnalarlo a Google=> Digital Millenium Copyright Act

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Penalizzazione dei contenuti

Posted by Editor-C on 1st ottobre 2008

Dopo aver parlato della duplicazione (e riconoscimento di essa) dei contenuti di un sito, è logico pensare che essa possa anche essere penalizzata.
Google (unico fra i motori di ricerca) lo fa: usa il filtro anti-duplicazione anche per penalizzare.

Da quasi tre anni, Google associa alle pagine duplicate una qualche forma di penalizzazione, che può colpire non solo la pagina stessa ma, in casi estremi, l’intero sito!
Il motivo è semplice: bisogna porre un freno reale agli spam, pena la stessa sopravvivenza del web (sembrerebbe). Google, in poche settimane, è in grado di riconoscere i siti spam e gli spam engine che creano contenuti remixando fonti diverse, penalizzandoli prima (cattivo posizionamento) e bannandoli (li cancella dal proprio indice) poi.

PENALIZZAZIONE RIDOTTA (è relativa ad una sola pagina e non all’intero sito):
1) singola pagina duplicata interamente o parzialmente da un’altra
2) se la pagina non ha sufficiente trustrank/pagerank, viene svalutata incidendo così nel ranking (indice per posizionamento) di quella pagina per più chiavi di ricerca.
RISCHI: chi ci copia o ruba del contenuto, nonostante possa non avere sufficiente pagerank per posizionarsi prima di noi, può in qualche modo influire su di noi, peggiorando il nostro posizionamento.

PENALIZZAZIONE DIFFUSA (più pagine fino all’intero dominio):
1) numerose pagine duplicate interamente o parzialmente ma che prevalgono sull’intero sito (dominio)
2) la situazione peggiora se si copia/clona, da fonti note (WIKIPEDIA, ARTICLE MARKETING, ecc.)
SOLUZIONE: bloccare lo spider dei motori di ricerca sulle pagine clonate (tutte o in buona parte).

BANNING:
Esiste solo per domini con un elevato numero di pagine, duplicate da fonti note, che abbiano un basso valore di trustrank/pagerank.
N.B.: siti clone con elevato valore di trustrank/pagerank non vengono bannati, altrimenti tutti i siti di article marketing, press releases, ecc. ecc., verrebbero bannati di conseguenza.
UNICA CONTROMISURA: alzare il trustrank del nostro link e/o modificare i contenuti per renderli unici.

N.B.: un documento che finisca nei risultati supplementari, non significa che sia stato necessariamente bannato (dipende dalla query e dal grado di duplicazione della pagina e dell’intero sito!)

ARTICLE MARKETING E PRESS RELEASES:
Chi diffonde comunicati o articoli già presenti nel proprio sito, farebbe bene a creare (almeno nel proprio sito) una versione unica differente da quella diffusa.

STRUTTURA REPLICATA = fingerprint e red-flag
La struttura di un documento replicata su migliaia di pagine secondo schemi di contenuto-ridotto e struttura-identica (es.: directory, database di e-commerce con pochi contenuti, ecc. ecc.) non può essere causa immediata
di penalizzazione, altrimenti Dmoz, elenchi telefonici, ecc., sarebbero tutti bannati ma, al massimo, può diventare indizio/traccia (fingerprint) di un possibile sito spam.
In tal caso aumentano le probabilità che scatti una red-flag (bandiera rossa: PERICOLO IMMINENTE!) e che (probabilmente e per quanto ne sappiamo noi) il sito venga visionato da un quality rater.

TEMPI DI PENALIZZAZIONE:
Attualmente, la penalizzazione per duplicazione non scatta immediatamente ma solo dopo 10-30 gg. dall’indicizzazione. Evidentemente le pagine devono “passare” sotto una serie di algoritmi successivi che richiedono un’elevata richiesta di risorse hardware/software.
E’ possibile che in futuro, usando il phraserank, la penalizzazione possa diventare immediata.
 

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Duplicazione dei contenuti

Posted by Editor-C on 25th settembre 2008

Duplicazione dei contenuti: come funzionano i filtri anti-duplicazione?

Per aumentare il TrustRank-PageRank, potremmo facilmente duplicare la pagina di un sito in uno dei modi seguenti:
1) il 100% della pagina
2) la struttura del documento (template)
3) una sequenza di frasi e parole
4) ecc. ecc.
ed implementare così il TrustRank-PageRank, grazie ad una serie di richiamo reciproco di link, che sembrerebbero
autonomi ma che, in realtà, altro non sono che l’una il duplicato dell’altra pagina.
Naturalmente le possibilità di duplicazione in tal senso, hanno come limite la sola fantasia.

I motori di ricerca hanno predisposto dei filtri per arginare tale malcostume informatico, ma per esemplificare la spiegazione del loro funzionamento, cominceremo con un esempi pratico.

Andiamo su un motore di ricerca e facciamo una Query (richiesta di ricerca) ad es: caschi da motociclista.
I documenti trovati per la nostra richiesta, vengono confrontati fra loro. Quelli ritenuti “simili” o “identici” vengono messi nei risultati supplementari mentre quelli con più alto TrustRank o PageRank, vengono messi nei primi posti.
Purtroppo, così facendo, non è detto che vincano quelli dell’autore originale o i siti più vecchi.

Domanda: come viene rilevato allora un duplicato?
Esistono molti brevetti rilasciati dai motori di ricerca e propongono metodi differenti (e combinazioni di essi). L’argomento è estremamente tecnico e tutt’altro che comprensibile a qualsivoglia neofita.
Ci limiteremo quindi a suddividerli in due grandi gruppi, facendone poi una comparazione di utilizzo fra i vari motori di ricerca.

A) Duplicati cloni: sono facilmente rilevati da tutti i motori di ricerca tramite una funzione di hash (fingerprint numerico: qualcosa di simile al conteggio delle parole nella pagina)
B) Near Duplicates: è più difficile ed esoso del metodo precedente. Le pagine vengono suddivise in blocchi (cluster o fingerprints), che vengono poi analizzati separatamente usando precise sequenze di algoritmi, talvolta molto complesse.

Ricordando che nessun motore di ricerca usa un solo metodo di comparazione ma ne utilizza diversi, i risultati ottenuti sono i seguenti:

GOOGLE
Usa essenzialmente il metodo B (su descritto) in funzione della nostra Query (cambiando di poco la stessa, i risultati potrebbero differire). In breve e molto semplicemente: divide le pagine in blocchi, le analizza in base alla nostra chiave di ricerca e stila un classifica conseguente.
Fa anche una “penalizzazione” molto efficace (95% dei casi circa) dei link-copia, rendendo tutto il sistema affidabile per l’utente.

MSN
Come GOOGLE, anzi sembrerebbe addirittura più severo e potente di GOOGLE, ma poi dà la precedenza a query da fonti note (wikipedia, article marketing, ecc. ecc.), spesso falsando così il tutto.

YAHOO
Usa essenzialmente il metodo A. E’ decisamente meno potente dei precedenti ed è facilmente aggirabile:
basta qualche piccola modifica (titolo, struttura, descrizione, ecc.) per aggirarne i filtri. Decisamente, è il meno affidabile in tal senso, dei tre motori di ricerca.

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Tool: GoogleFight

Posted by admin on 15th settembre 2008

In rete si trovano le cose più utili ma anche le più strane…

Con GoogleFight, un semplice tool disponibile online, è possibile efffettuare ricerche comparative tra termini di significato opposto, verificandone contemporaneamente la concorrenza che questi ottengono su google.com.

I classici duelli tra il bene e il male?
Tra l’uovo e la gallina o tra tutto ciò che è contrapposto per antonomasia…

Questo tool permette di fare automaticamente una ricerca comparativa sul web, per verificare la concorrenza su termini anche specifici.

Certo, questo tool nasce come un’idea scherzosa, ma può essere sfruttata per scopi ben più nobili e utili alla causa del posizionamento sui motori di ricerca.

Segnalato da: Massy

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Big Table

Posted by Editor-C on 18th luglio 2008

Big Table: grande tabella

E’ un sistema di archiviazione distribuita, attiva dal 2005 per determinati servizi di Google. E’ di grandi dimensioni, con dati strutturati sempre allo stesso modo (o non sarebbe una tabella) ed è utilizzata contemporaneamente da più servizi di Google.

Non è l’unica tabella: pare che quella degli “indici” sia separata, almeno a detta di Jeffrey Dean (Google), ma sembra sia fra le più importanti, a detta di Nicola Briani (nbriani).

Se il nostro lettore avesse la sensazione che inoltrarsi nei meandri di Google, possa essere difficoltoso ed aleatorio quanto esplorare i segreti tecnici della NASA, sappia che la sua sensazione è giusta e condivisa dal sottoscritto: tutto è segreto e quel poco che si sa non è mai confermato o con certezza o completezza d’informazione. Continueremo a restare sempre sull’altamente probabile, ma non saremo mai all’assolutamente e totalmente certo!

Dati Storici

Big Table è in grado di memorizzare le “variazioni storiche” dei dati archiviati nel tempo, di un determinato sito (preso come esempio), dei link in esso contenuti. L’analisi ed il confronto dei dati storici (es: velocità di crescita dei backlinks, variazioni tematiche/contenuti, quantità di pagine nel tempo, ecc. ecc.), permette un’efficace lotta allo spam.

Per vedere come, analizziamo innanzitutto questa tabella.

Essa è suddivisa, principalmente, in due parti: Tabella 1 e Tabella 2.

Tabella 1 = 1000 miliardi di celle + 16 famiglie di dati.

Ipotesi (nbriani): 200 celle per ogni documento (200×5mld di pagine=1000 mld) con un numero indefinito di TimeStamp (cronologia di “stampa”). In breve: ogni cella nella Big Table, può contenere versioni diverse degli stessi dati. Le versioni diverse sono indicizzate in funzione TimeStamp (in modo cronologico).

Ipotesi (nbriani) 16 famiglie di dati. Ne sono state individuate dodici (sono, ovviamente, relativi al nostro sito di es.): Codice HTML, Anchor Text/bl, PageRank, lingua, Tipo di documento, Indirizzo Ip (individua il sito ed il server che lo contiene materialmente), Amministratore, Scadenza, dati Social networking (argomento del sito), Click nelle serp, Penalizzazioni, Trust Rank.

Tabella 2 = 200 miliardi di celle + 2 famiglie di dati

Jeff ha fatto un’affermazione generica: sono “various web pages”, senza dare altri chiarimenti. Quali potrebbero essere queste pagine? La cosa più probabile è che siano:

-pagine seeds/hubs per TrustRank
-pagine seeds/hubs per BadRank e Link Spam Mass Detection
-tutte le pagine rilevate e/o ipotizzate appartenenti a “bad link nodes”

-pagine recensite manualmente da quality raters
-pagine e domini bannati

-pagine duplicate da fonti note (es: wikipedia, article marketing, scraping da serp, ecc.) sotto forma di hash e pezzi di frasi per un più veloce rilevamento di siti/pagine clone e/o remix di fonti note (molto usate dagli spammers)

-pagine nuove inserite nella tabella 1, che hanno bisogno di un rapido screening anti-spam, per poter rimanere legittimamente nella tabella 1 o essere rimosse se spam.

-pagine già presenti nella tabella 1 che, a causa di red-flag algoritmici (es.: contenuti differenti nei vari timestamp analizzati), hanno bisogno di un “ricalcolo” più veloce ed intensivo per realizzare la verifica anti-spam.

-In breve: la tabella 2 è una camera a raggi x, dove passare le nuove pagine o quelle sospette prima di rimanere legittimamente o essere rimosse (in caso fossero riconosciute spam) dalla tabella 1.

INFORMAZIONI RACCOLTE

Jeff afferma:

-ultima volta in cui è stata elaborata la pagina
-la variazione contenuti nel tempo, della pagina stessa

sono ipotizzabili inoltre i seguenti contenuti:

-il valore di TrustRank dei seeds/hubs (0-1)
-il valore di TrustRank delle altre pagine

-il valore di BadRank dei seeds/hubs (0-1)
-il valore di penalizzazione delle altre pagine (BadRank: 0-1)

-pezzi di frase e/o “shingles” di contenuto
-il flag di banning (yes/no)

-le valutazioni quali-quantitative dei Quality rater (vitale, neutrale, ecc.) nel tempo
-l’amministratore del sito nel tempo
-ecc.

CONCLUSIONI SULL’UTILITA’ di BIG TABLE

Non è solo un sistema di “archiviazione” delle pagine ma permette anche un’analisi dei “dati storici” (timestamp) delle pagine/siti nel tempo, prevalentemente (ma non solo) per fini anti-spam ed anti-duplicazione.

Consideriamo come possibile la necessità di mettere questi dati nella seconda tabella per aumentare la velocità di ricalcolo, eseguendo il controllo con tempi/costi pari a circa 1/5 che non se fossero soltanto nella tabella 1, permettendo così controlli più frequenti, a parità di costo-server (di Google).

E’ un fatto storico che dal 2005 (anno della nascita di Big Table), c’è stato un crollo definitivo degli spam compresi gli spam-engine (motori per lo spam… SIC!), in particolare di quelli che acquistavano domini scaduti, per riconvertirli in spam-engine (siti che hanno l’unica funzione di richiamarne altri, al fine di aumentare il PageRank del sito richiamato)

A dirla tutta, gli spam-engine ci sono ancora… ma hanno vita breve: normalmente non superano il mese di vita.

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