Posted by nurwebagency on 12th ottobre 2012

Già da qualche giorno Matt Cutts, tramite il suo profilo di Twitter, aveva annunciato l’arrivo di un nuovo algoritmo che avrebbe colpito lo 0.6% delle query in lingua inglese. Subito battezzato EMD Update (EMD sta per exact-match-domain), questo nuovo algoritmo mira a penalizzare i siti che utilizzano nel loro nome di dominio delle keyword precise di ricerca, con lo scopo di posizionarsi meglio in serp. Esistono già i primi esempi (ben analizzati dal sito tecnologiapura.net) di domini in lingua inglese che hanno perso posizioni a causa della loro corrispondenza esatta di keyword.
Questo è solo l’ultimo dei numerosi tentativi da parte di Google di porre fine ai siti di bassa qualità, che tentano di posizionarsi soltanto sfruttando la forza dei loro domini. Occorre dunque tornare a lavorare sulla qualità e sul branding: lo stesso Cutts, già a marzo 2011 aveva chiaramente consigliato in un video formativo, di puntare su un nome “brandable“, che potesse essere ricordato più facilmente dagli utenti, poichè siti come questi sarebbero stati incoraggiati da Google a posizionarsi ugualmente anche se non composti da parole chiave.
In realtà, da questo annuncio di un anno e mezzo fa, non è mai cambiato molto per i domini a corrispondenza esatta, fino a questo ultimo update, che sembra fare sul serio. Questo non significa che tutti i siti con nomi di dominio a corrispondenza esatta perderanno il proprio posizionamento, ma che semplicemente Google ha cambiato il metodo di valutazione di questi domini, soprattutto se al loro interno trova contenuti poco interessanti o attinenti, e backlink di bassa qualità.
E chi possiede già da tempo un exact-match domain ben posizionato?
Come ci consiglia Tagliablog, se possiedi un “exact match domain” ben posizionato, ma sei consapevole che il sito ha contenuti o link di ingresso di bassa qualità, il rischio che perda posizioni in serp è alto. Dunque che fare? Lavorare maggiormente sull’utente, sulla redazione di contenuti di qualità e attinenti, sulla condivisione social delle risorse, su link attraenti e generati spontaneamente. Se invece ti trovi a dover scegliere un nuovo dominio, fallo in modo “smart“: mischia parole chiave al brand, così da riuscire a posizionarti e fare branding allo stesso tempo. L’idea è che il focus di Google si sta da tempo spostando sempre più sull’utente, e dunque sulla qualità e sull’autorevolezza dei siti che compaiono in serp durante le sue ricerche. Per fare ciò, deve eliminare i risultati “spazzatura”.
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Posted by nurwebagency on 28th agosto 2012

Già nei mesi scorsi il mondo del web è stato scosso dalla prima, grande ondata di modifiche alle serp dovute essenzialmente a Panda e Penguin, i due algoritmi che Google sta via via perfezionando al fine di restituire in serp risultati sempre più di qualità e vicini ai desideri degli utenti. Già nei primi mesi del 2012 le conseguenze di questi piccoli aggiustamenti avevano colpito molti utenti che avevano visto scendere il ranking dei propri siti nelle serp e di conseguenza vedevano un calo generalizzato del traffico sul sito. E le prospettive non sono certo delle più rosee, perchè se Matt Cutts (ingegnere del gruppo “Search Quality” di Google) affermava che l’incidenza delle modifiche non doveva aver colpito il 6-9% delle ricerche in lingua italiana, i segnali che si sono immediatamente mostrati hanno poi nella realtà fatto molto più clamore.
In italia l’aggiornamento del Google Panda-update dovrebbe essere attivo dai primi di agosto e già moltissimi siti hanno subito un declassamento in serp per alcune tipologie di query. Stando a quanto riportato dal TagliaBlog infatti una statistica indica come oltre il 65% dei SEO dichiara di essere stato colpito da questi aggiornamenti. Da quel che si evince dagli strateghi di Mountain View il problema sarebbe da ricondurre alla creazione di contenuti, o meglio rispetto a quelle “content farm” che impestano il web di contenuti spammosi o di bassa qualità, che non portano alcun beneficio alla crescita del movimento web e che rischiano di inquinare le pagine di ricerca. Il fine ultimo degli aggiornamenti di Google è sempre quello di incrementare la qualità delle ricerche che possano permettere a Google di rimanere leader nel settore del search engine a livello mondiale e nello stesso tempo di migliorare la contestualizzazione linguistica in tutti i paesi del mondo.
Quindi, alla domanda su come è possibile cercare di ridurre i danni da questi nuovi aggiornamenti dell’algoritmo di Google mantenere una buona visibilità sul web, il buon Matt Cutts fa capire come i parametri da prendere in considerazione sono essenzialmente due: qualità e link.
Per qualità intende contenuti di qualità, aggiornati, interessanti, scritti e impaginati ad hoc e con tutte le possibilità di condivisione sui social. In questo senso la cosa più importante riguarda il fatto che il contenuto deve essere di interesse per l’utente e dare quindi adito ad una viralità del messaggio basata sull’accresciuta pertinenza della fonte che viene riconosciuta come referenziale nel settore da parte del pubblico che legge e segue con fiducia. L’altro fattore fondamentale sarà quello che riguarda i link, o meglio la qualità dei link che dovrà essere studiato con attenzione cercando di evitare siti con bassa rilevanza e soprattutto puntando sull’ottimizzazione dell’anchor text.
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Posted by Editor-C on 12th dicembre 2008
I più importanti:
* Italiano
comunicati-stampa.blogspot.com e www.comunicati-stampa.com (anche a pagamento da 50 Euro/cad. – molto buono)
www.fullpress.it (anche a pagamento da 50 Euro/cad. – buono)
www.informazione.it
www.comunicati-stampa.net
www.immediapress.it (a pagamento: è piuttosto caro ma è buono per off-line)
www.articolista.com
www.studiocelentano.it
www.fastpopularity.com
oknotizie.alice.it (porta traffico ma non PageRank)
cs-comunicatistampa.blogspot.com
www.nelweb.biz
N.B.: molti sono “collegati” tra di loro. Conviene iniziare con blogspot e poi, a seguire, gli altri.
* Inglese:
articlecity.prwebdirect.com (molto buono) – da 169$ + (opzionale) verifica, riscrittura e (per modifiche o personalizzazioni altrui) + .exe (ma è in disuso)
Firma con keyword tematica – es.: “Questo articolo è scritto da NUR web agency, specializzata nella consulenza di web marketing
Diffondere con licenza Creative Commons – http://creativecommons.org/licenses/by-nd/2.5/it/
Le migliori risorse:
Italiano:
www.articolista.com
www.fastpopularity.com
www.hellodir.com/articoli-guide/
www.stragulp.com/articoli/ (poco attivo)
oknotizie.alice.it (porta traffico ma non PageRank)
www.contenutigratis.net (nuovo)
www.imli.com/imligg/ (solo marketing ma ha buon PageRank/TrustRank)
Inglese:
www.articlesbase.com
www.findarticles.com
www.articles-hub.com
www.articlecity.com
www.amazines.com
www.articlesfactory.com
www.ezinearticles.com
www.goarticles.com
www.isnare.com (è il migliore in assoluto)
N.B.: usare il canale USA per promuovere un sito italiano (tramite articoli in inglese) è lecito, fattibile e funziona benissimo nel rispetto della giusta percentuale di links da siti in lingua italiana/inglese.
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Posted by Editor-C on 10th dicembre 2008
Links da Pagine perfettamente a tema e (spesso) in Trust.
Viralità se si scelgono i giusti canali.
Immagine e Brand Awareness (soprattutto se la segnalazione fiisce anche sulla stampa off-line).
Traffico (poco ma buono).
# Struttura di una Press Release Vincente
Contenuti: le 5 W (Who – What – Where – When – Why?)
Headline: il titolo/slogan => elemento critico per aumentare diffusione (anche offline)
Contenuti: prima i “fatti” poi la teoria.
Formattazione: frasi brevi + staccare ogni 5/6 righe max. Vedi: http://www.mestierediscrivere.com/testi/ufficiostampa.htm
n.b. la diffusione di comunicati stampa offline: molto + difficile della controparte online . Richiede molta più cura e attenzione ella forma e nei dettagli rispetto alla distribuzione online (dove non ci sono “limiti di disponibilità/spazio”)
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Posted by Editor-C on 4th dicembre 2008
Contenuti: il segreto per un buon articolo virale sta nel dire quello che nessun altro ha detto. Da qua, l’importanza di “super-nicchiare” i contenuti.
Headline (cattura l’attenzione + keyword strategica, poichè spesso diventa “title” della pagina)
Nome autore e link at home (se posizionato in alto, aumenta le probabilità di ct%)
Link “naturale” all’interno del testo (molto importante per Google), magari anche più di uno a pagine interne (a tema)
Formattazione: ritorno a capo ogni 5-6 righe + qualche grassetto e corsivo (ma la cosa è meno importante che in passato)
“Title” ottimizzato per la versione html con la key strategica.
Realizzazione in più formati: Html “obbligatorio” + Pdf + .doc
Idea/suggerimento
Se abbiamo fatto un ottimo articolo, creare un ebook ed un comunicato stampa. Valutare la possibilità di una traduzione in inglese su canali/blog americani (è possibile linkarsi, in questo caso, con key italiana: è quasi impossibile che qualcuno vada a confrontarlo con l’articolo in italiano)
Strumenti e software di diffusione
My article submitter – da 5$ su www.ebay.com
Article submitter SEO (è molto buono) – 47$ – www.submitsuite.com
Article Submit Gold V2.0 – 70$ – www.articless.net
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Posted by Editor-C on 26th novembre 2008
POTENZIALITA’
a) Links da pagine perfettamente a tema e (spesso) in Trustrank elevato.
b) Viralità – se ben studiata la “parte finale” dell’articolo e la sua diffusione (ne parleremo in futuro)
c) Traffico targhettizzato (se finisce su siti “importanti” ce ne porta molto)
d) Autorevolezza – chi lo legge ci vede come “esperti del settore”. Probabilmente è la condizione primaria nel nostro discorso.
Creazione degli articoli – chi li realizza?
a) Fai da te, se sei esperto del settore ed hai tempo (vantaggio = immagine ed autorevolezza come “vero autore” e titolare del sito)
b) Pagare esperti del settore “noti” (tramite siti web, blog e forum). L’ideale è pagare qualcosa di più ma ottenere i diritti come autore (sempre per immagine ed autorevolezza) semprechè lui non sia famosissimo (in tal caso è più facile “diffonderlo”).
Assumere dipendenti: il costo medio lordo è di circa 2500 euro/mese lordi. In media può produrre un articolo all’ora (500-600 parole).
Pagare società in autosurcing specializzate nella creazione di contenuti
- costo medio da 5 a 100 $ ad articolo
- lingua italiana: www.scrittura.org (anche newsletter) da 30 euro cad. e www.bellacopia.com da 50 euro cad.
- lingua inglese: www.thephantomwriters.com + www.a1-optimization.com (specializzato SEO) + www.thearticlewriter.com e molti altri ancora (cerca: “article writer” su Google)
- tutte le lingue (è il migliore): www.Elance.com (mediamente 4 $ ad articolo da 500 parole)
Coinvolgere autori esperti in cambio di visibilità. E’ la strada migliore ma la più difficile (attuabile quando siamo già famosi nel nostro settore). Es.: www.Wmtools.com
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Posted by Editor-C on 24th novembre 2008
Posizionamento: a parità di pagine duplicate vince la pagina con “trustrank/pagerank più forte.
AUTORE
E’ preferibile non pubblicare sul proprio sito l’articolo/comunicato diffuso o, meglio, creare una versione modificata secondo i criteri spiegati, per superar i filtri anti-duplicazione e aumentare la percentuale di originalità del proprio sito.
Oppure linkare sempre la pagina originale in tutti gli articoli redistribuiti (in questo modo la nostra pagina si posizionerà sicuramente prima), come suggerito da Adam Lasnik sul Blog ufficiale “Google Webmaster Central”.
PUBLISHER
Chi ripubbubblica lo deve fare per dare contenuti validi e non per posizionarsi (tranne siti con altissimo trustrank/pagerank che potrebbero “vincere” spontaneamente). Non si corrono rischi di penalizzazione, eccetto se il sito ha basso trustrank/pagerank e in più è fatto al 90% di articoli redistribuibili e contenuti duplicati.
CENTRI DI DIFFUSIONE
Chi crea directory per la diffusione di articoli/comunicati, deve assolutamente potenziare molto il trustrank/pagerank per non “perdere visibilità” (risultati supplementari) o peggio, incorrere in forti penalizzazioni (causa contenuti duplicati al 90%).
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Posted by Editor-C on 21st novembre 2008
Cos’è e come funziona?
Forma diffusa di “link bait”: inserire commenti credibili allo scopo (principale) di ottenere back links.
E’ lecito? E’ poco etico?
Dipende molto da quanto e come si usa, ad ognuno poi vada la propria scelta…
Regole chiave per l’attuazione:
a) il post deve essere su un blog a medio/alto trustrank/pagerank (altrimenti porta poco valore)
b) il link non deve avere il “nofollow”
c) il link non deve puntare a script/redirect o a pagine interne (in breve: deve sempre essere diretto ed immediato)
Fase 1 – RICERCA:
a) ricerca di post già indicizzati con key a tema più forti (per commenti una-tantum)
b) ricerca di blog più importanti e “trust” per commenti continuativi usando Firefox Seo Toolbar: http://tools.seobook.com/firefox/seo-for-firefox.html
c) ricerca link su Yahoo per vedere se i tuoi concorrenti usano la stessa tecnica e su quali blog postano.
Fase 2 – POST:
a) installazione di Firefox Seo Toolbar e attivazione del “highlight rel nofollow”
b) post comment: bastano brevi ma reali e credibili messaggi (no spam). Se postiamo in un’altra lingua che non conosciamo bene (es: inglese): commentare brevi spezzoni del post riportandoli nel commento.
c) inserire come nome (ovvero “anchor text”) solo il nome (es: NUR) o, al massimo, nickname credibili (es: NUR web marketing).
d) citare gli altri commenti o commentare chi commenta, per rendere ancora più credibile il nostro commento.
Fase 3 – VALUTAZIONE / CONSOLIDAMENTO
a) analisi conteggio backlinks (su Yahoo edMSN dopo pochi giorni. Per Google meglio usare la sitemap)
b) posting ripetuto ma “limitato” (max 1 o 2 a settimana purchè credibili) sui più forti/trust
c) eventuale segnalazione/trackback sul ns. Blog (se l’abbiamo) dei post più interessanti
d) aggiunta ai Social Bookmarking più importanti (ne parleremo più avanti)
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Posted by Editor-C on 14th novembre 2008
Escludere (ovviamente) il Banning con un classico “site: www.nomedominio.com”
Occhio ai Fake PageRank:
- cosa sono e come funzionano (v: http://seoblackhat.com/2005/10/20/fake-any-google-page-rank-with-user-agent-redirect/)
- in teoria dovrebbe essere stato risolto questo “bug” ma, in realtà, sembra ancora funzionare…
- esempio: www.pr10.darkseoteam.com/pagerank-7.php
- come scoprirlo: semplice con link (vediamo se i link sono davvero presenti!)
Valutare eventuali penalizzazioni:
- cerca “dominio.com”
Esempio:
Vecchio acquisto su Ebay: pr8 era penalizzato!
n.b.: occhio che Ebay è pieno di fregature (pr-fake e domini penalizzati) e di furbi che “nascondono le clausole”
- Occhio ai “dettagli” es.: semi-fregature da TextLinkBrokers.com per Home Page
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Posted by Editor-C on 13th novembre 2008
Vantaggi:
massima targhettizzazione (possibilità molto più ampie e specifiche)
possibilità di ricevere recensioni molto specifiche e di qualità (che portano anche traffico)
integrazione del link nel testo/contenuto della pagina (considerato più “naturale“)
si consiglia: http://contextual.v7n.com/ che ha:
prezzi adeguati – 40 $ cad. (ma rapina per publisher = 10 $)
inserimento su blog post “generali” (no recensione proprio sito)
discreta qualità del network
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