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Intelligenza artificiale: le nuove frontiere della conoscenza

Postato il 1 febbraio 2018

Attraverso un programma di ricerca digitale sull’Intelligenza Artificiale (che includeva un’indagine su 3.073 dirigenti, 160 casi studio in 14 settori e 10 paesi), è emerso in modo evidente che i CEO devono comprendere a pieno questa tecnologia per integrare correttamente l’IA nei processi aziendali e attuare quindi una strategia performante.

Le riflessioni sull’uso strategico dell’intelligenza artificiale?

I risultati di questa ricerca, effettuata su 3.000 dirigenti aziendali, rivelano alcune interessanti considerazioni nell’ambito dell’uso strategico dell’Intelligenza Artificiale (IA) nelle aziende. Gli investimenti nell’IA sono in continua crescita e sempre più derivanti da organizzazioni al di fuori dell’ambito tecnologico. Le storie di successo si susseguono: Amazon, ad esempio, raccoglie efficienze produttive impiegando i robot di magazzino Kiva basati su AI. GE rende operativi i dispositivi industriali, sfruttando l’intelligenza artificiale per la manutenzione predittiva. È quindi evidente che i CEO devono necessariamente affrontare le implicazioni aziendali dell’integrazione dei processi di IA, anche se resta difficoltoso comprendere come impiegare questa nuova tecnologia in maniera proficua. L’integrazione nei processi interni delle tecnologie IA da parte delle aziende è ancora in alto mare e, infatti, solo il 20% degli intervistati utilizzano una o più tecnologie IA in una parte della propria attività. Il 41% delle aziende, invece, sta ancora testando questa nuova tecnologia. Le tecnologie di intelligenza artificiale come l’apprendimento automatico basato sul neurale e l’elaborazione del linguaggio naturale, sono in fase di continuo perfezionamento e diventeranno velocemente il punto focale delle suite di tecnologia IA. Saranno i servizi finanziari e di telecomunicazione a fare da apripista, aumentando la spesa tecnologica IA di oltre il 15% l’anno – sette punti percentuali in più rispetto alla media intersettoriale – nei prossimi tre anni. Il 30% dei primi utilizzatori di IA riconoscono di aver ottenuto ottimi risultati e un incremento delle entrate proprio sfruttando l’intelligenza artificiale con l’obiettivo di conquistare nuove quote di mercato.

Quale è il limite per l’integrazione nei processi aziendali della IA?

Emerge in maniera chiara, dunque, che esiste un grande limite di conoscenze tecniche per l’integrazione nei processi aziendali dell’intelligenza artificiale. Le industrie leader nell’adozione dell’IA – come l’alta tecnologia, le telecomunicazioni e l’industria automobilistica – sono anche quelle più digitalizzate. Queste imprese hanno infatti già investito in capacità digitali, tra cui l’infrastruttura cloud e i big data. Ma non tutti i settori e non tutte le tipologie di attività (a prescindere dalla loro dimensione e volume di fatturato) sono in grado di integrare questa tecnologia che richiede competenze che vanno ben oltre lo specifico utilizzo. Basta pensare che il colosso degli e-commerce, Amazon, e il leader mondiale dei motori di ricerca, Google, si sono rivolti ad agenzie esterne per potenziare le proprie capacità di intelligenza artificiale.

Un partner per l’uso strategico dell’IA nei processi aziendali

Grazie a un team formato e forte di esperienze qualificate in diversi settori, NUR, oltre a offrire un’ampia gamma di servizi di Internet Marketing, si propone come società partner a supporto delle aziende che intendono valutare l’integrazione della tecnologia all’interno dei propri processi, attraverso analisi mirate a seconda del modello di business e della tipologia di attività.

L’intelligenza artificiale come vantaggio competitivo per le aziende

L’apprendimento automatico (machine learning) e l’apprendimento approfondito, sono strumenti potenti. Hanno suscitato molto interesse da parte dei media e hanno ricevuto una quota significativa del finanziamento che è stato riversato nell’universo IA, ottenendo quasi il 60% di tutti gli investimenti esterni al settore nel 2016. L’interesse è altissimo, così come le aspettative. Ma l’impegno maggiore riguarda le persone e i processi, non gli investimenti. L’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi dei dipendenti e nei processi decisionali manageriali, sono certamente più difficoltosi dell’implementazione stessa dell’IA. Oltre che il proprio approccio, le aziende dovranno allineare la propria mentalità per rendere l’intelligenza artificiale un vantaggio competitivo. Per il momento, questa è una buona notizia per quelle aziende che stanno ancora sperimentando o più semplicemente valutando l’integrazione dell’intelligenza artificiale, ma c’è ancora tempo per scalare la curva di apprendimento e competere.

Se siete interessati a ricevere maggiori dettagli sull’argomento, entrate nella sezione contatti e affidatevi al team di NUR per una consulenza professionale.

 

Si ringrazia Gianni Previdi –  per approfondimenti su questo articolo: http://www.gianniprevidi.net/il-brusio-dellintelligenza-artificiale-come-la-interpretano-i-ceo/