NUR Web Agency – Blog

Posizionamento sui Motori di Ricerca, grafica web e programmazione

Archive for giugno, 2008

Convegno RIMC – Ctr

Posted by admin on 26th giugno 2008

Gli studi presentati al recente “Convegno RIMC” (per gli italiani era presente il nostro Sante Achille) hanno dimostrato che un posizionamento nei primi 10 posti organici dei motori di ricerca ottengono un CTR medio del 2%, mentre nei click a pagamento del 1% (la metà). La presenza contestuale nei posizionamenti organici e in quelli pay per click, invece, garantisce CTR del 6%. Il CTR indica il numero di click in rapporto al numero di visualizzazioni degli annunci o dei risultati.

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PhraseRank

Posted by Editor-C on 20th giugno 2008

PhraseRank

Il PhraseRank (indice collegato alla frase) è un nuovo brevetto di Google, che diverrà molto utile nella creazione siti internet. L’autrice è Anna Pattersson ed è destinato a realizzare in futuro, grossi cambiamenti nei motori di ricerca.
Invece di correlarsi a “parole chiave”, il sistema si basa su “frasi correlate fra loro”, per raccogliere, organizzare ed indicizzare documenti e pagine web.
Il sistema analizza in che “modo” queste frasi sono utilizzate sul web, per capire se il contenuto della nostra pagina è importante oppure no.
Inoltre trova ed identifica delle “frasi correlate” (related phrases) o “estensioni di frasi” (phrase extension), basandosi sempre sui documenti trovati in altri siti web, per determinare se il nostro documento è rilevante oppure no.
Verifica quante volte tali frasi correlate compaiono nel documento, per capire innanzitutto che non sia uno spam e poi se è decisivo oppure no.
Alla fine, queste frasi, vengono utilizzate per ordinare ed organizzare i risultati.

Balza subito agli occhi, l’intrinseca difficoltà nell’impostare il problema in tale modo. Lo spider (o chi per esso), deve innanzitutto riconoscere la validità di una frase sia nella sua sintassi che nella sua grammatica. Vale per ogni lingua del mondo… fatto questo, deve saper riconoscere se la frase ha un senso logico oppure no, nella suddetta lingua e correlare il tutto con frasi “analoghe” su altri siti!
In breve, è il problema delle parole chiave elevato all’ennesima potenza: una cosa è riconoscere una parola, di tutt’altra difficoltà è riconoscere una frase.
E’ purtuttavia indubbio che, qualora funzionasse, avrebbe un livello globale di affidabilità che oggi sarebbe del tutto impensabile con le sole parole chiave. Indubbiamente è il futuro, ma non è detto che sia molto prossimo.

Per chi avesse ancora qualche dubbio in merito, entreremo in qualche ulteriore dettaglio, facendo un esempio.

Dobbiamo farci una gita sui laghi di Mantova, con motonavi appositamente attrezzate per turisti (mai stato su queste motonavi: i laghi di Mantova li vedo da cinquant’anni…). Cercheremo, ad es., “navigazione fluviale Mantova”, su Google.
Attualamente non facciamo altro che legare tre parole chiave:
1) navigazione
2) fluviale
3) Mantova

Il motore di ricerca ci visualizzerà i risultati in base a queste tre chiavi, usandole in modo parzialmente indipendente, prova ne sia che l’esatta chiave completa “navigazione fluviale mantova”, non viene visualizzata al primo posto dell’elenco, come dovrebbe essere, ma soltanto alla terza riga. Google infatti, pizzica prima (al momento della mia ricerca) la “provincia di Mantova” e poi un “crociere fluviali” sul Brenta… fiume che non è neppure in Lombardia.
Se il PhraseRank fosse attivo (o lo fosse nella sua totalità), questo non accadrebbe. Per primo ci sarebbe “navigazione fluviale mantova” e subito dopo un probabile “navigazioni fluviali Mantova”, poichè sono due frasi diverse nella loro scrittura ma eguali nel concetto espresso, escludendo dall’indice una “provincia” ed un “Brenta”, che poco hanno a che fare con la mia ricerca.

E’ pensabile che il PhraseRank diverrà totalmente attivo in futuro? Io me lo auguro!
In quale modo potrà essere determinante nei confronti del PageRank, TrustRank, Hubs, Seeds o simili? Staremo a vedere: vi informeremo non appena avremo un po’ di materiale per poterci esprimere, poichè la NUR non utilizza fra i suoi strumenti di lavoro, la sfera di cristallo ;-) .

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Pubblicità, il web supera la radio

Posted by admin on 18th giugno 2008

Internet supera la radio nella pubblicità. Lo dice l’Upa (Utenti pubblicità associati), l’Associazione che raccoglie le aziende che utilizzano la pubblicità come forma di comunicazione e quindi non ci sono dubbi sulla fondatezza del dato. L’advertising on line, e cioè il variegato insieme di strumenti (banner, parole chiave di ricerca, pop up e via discorrendo) che sfruttano il canale Internet, avrà alla fine del 2008 un posto di riguardo nell’economia complessiva del mercato degli investimenti pubblicitari. E il perché è presto spiegato: il Web assorbirà quest’anno 675 milioni di euro (un incremento del 29,8% rispetto al 2007) rispetto ai 623 milioni che gli inserzionisti italiani spenderanno per comprare spazi sulla radio (la cui crescita stimata intorno al 4%). Il nuovo media digitale per eccellenza (Internet) supererà quindi una degli storici media tradizionali (la radio) nel gettito pubblicitario e tale sorpasso segna probabilmente la fine della prima fase del Web advertising, quella (esageratamente lunga) di start up del fenomeno, e l’inizio della sua fase matura. A distanza di vari anni dal boom della net economy (fine anni ’90) e dal successivo e fragoroso scoppio della bolla, a fine 2008 la Rete coprirà il 6,3% della torta pubblicitaria complessiva, in virtù di una continuità di sviluppo che (anche sotto il profilo del volume d’affari prodotto) l’ha finalmente portata a essere un canale di sbocco privilegiato per molte aziende.

L’ascesa del Web a scapito dei media tradizionali è testimoniata dalla fotografia d’insieme che l’Upa ha scatto per il mercato pubblicitario italiano nel suo complesso, destinato a raggiungere quest’anno il tetto dei 10,6 miliardi di euro con un salto in avanti del 3,4% rispetto al 2007 (quando l’incremento fu del 4,2%). Lorenzo Sassoli de Bianchi, neo presidente dell’Upa, ha ridimensionato la flessione nella crescita sottolineando come la stessa sia “superiore a quella del Pil, a dimostrazione del fatto che si tratta di un elemento trainante dell’economia del Paese e la prova che le aziende scommettono sul futuro considerando la pubblicità più che mai come uno strumento di sostegno della marca, una leva per la crescita delle quote di mercato e per il lancio di prodotti e servizi”. Il messaggio inviato in una nota da Sassoli de Bianchi tocca anche altre corde e se da una parte enfatizza il coraggio di scommettere sul futuro delle aziende – “che investono in modo strategico in pubblicità in un momento in cui i consumi soffrono” – dall’altra ricorda come “la digitalizzazione va accelerata in tutti i settori, dalla televisione a Internet, dal cinema alla radio perché questo processo sanerà squilibri e valorizzerà talenti”. La convinzione del numero uno dell’Upa è che stiamo vivendo “una fase di grandi cambiamenti che sta trasformando la nostra società, le nostre economie, le nostre aziende e di conseguenza anche il rapporto tra la marca e il cittadino – consumatore attraverso la comunicazione. E l’onda del cambiamento, che piaccia o meno, non può essere arrestata e ci mette nella necessità di capire, di orientarci nella complessità del momento”.

Il settore dell’advertising italiano vive in effetti un momento di passaggio lo si vede chiaramente dalla composizione del quadro di mercato. Il gettito pubblicitario della televisione crescerà nel 2008 solo dell’1,6% per quanto il mezzo si conferma essere quello di maggior peso assorbendo poco meno della metà (il 48,5%) della raccolta complessiva, circa 5,2 miliardi di euro. Un andamento simile, da prodotto maturo e con poca dinamicità, lo mostra la carta stampata, che salirà dell’1,5% (con i quotidiani in crescita del 2,1% e i periodici fermi invece allo 0,9%) a circa 3,3 miliardi di euro coprendo oltre il 30% degli investimenti complessivi. Il Web, in tal senso, è il chiavistello che può aprire nuove porte agli inserzionisti, dando loro nuove possibilità di operare sul mercato ed convincendoli della necessità di innovare mezzi, prodotti e strumenti (di comunicazione) per colmare, come ha sottolineato del resto anche Sassoli de Bianchi, il divario digitale che relega l’Italia in scomode posizioni rispetto a molti altri Paesi. Nel mondo, il mercato degli investimenti pubblicitari, secondo Upa, raggiungerà a fine 2008 quota 487 miliardi di dollari, con una crescita del 6,4% rispetto all’anno precedente. La speranza (dei pubblicitari) è che i circa 10 miliardi di euro del mercato italiano diventino presto una fetta più significativa della torta globale. Anche grazie a Internet.

FONTE: Il Sole 24 Ore

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Come potenziare il TrustRank

Posted by Editor-C on 16th giugno 2008

Come potenziare il TrustRank

Il metodo più semplice per potenziare il TrustRank nella creazione siti internet, è *scambiarsi link* con siti che vengano scelti con i criteri sotto elencati. N.B.: non è dimostrato che lo scambio link sia sempre gratuito, spesso “il favore” è a pagamento.

1) Prendendo le mie Keyword più importanti, bisogna scambiare i link con i siti che si posizionano nei primi 10 posti di Google a parità di Keyword.
2) Come sopra ma con Keyword con tematiche correlate.
3) Gli Hubs e i siti Trust per definizione.
Sono directory nei portali più famosi basati sulla scelta umana (e non algoritmica come Google) usata inizialmente, come DMOZ, Yahoo, MSN, ecc. ecc. DMOZ non è un motore di ricerca (come lo sono gli altri), è un “garante” sui contenuti dichiarati dal sito, che “certifica” la “moralità” dello stesso e che i contenuti proposti, sono congruenti con quelli dichiarati nelle definizioni di categorie (e combinazioni di esse) proposte da DMOZ. E’ indubbio che non manchi di un certo “peso”, nel determinare il TrustRank di un sito.
Fra gli hubs non a tema (che cioè non specificano l’esatta categoria e tipologia come DMOZ), possiamo ricordare Repubblica.it, Kataweb, Netscape, BBC, ecc. ecc.
4) I siti che hanno PageRank elevato (da 5 in su) ma che abbiano un’equa redistribuzione dei link entranti (non deve cioè superare il 30% di links da pagine interne o dagli stessi domini). E’ utile farsi richiamare (max 10%) anche dalle pagine interne.
5) Scegliere i siti “più vecchi”. La loro età influisce proporzionalmente sul TrustRank: sito vecchio, fa buon brodo! Potrete ottenere queste informazioni e molte altre ancora, cliccando “whois” al sito: http://whois.domaintools.com/archive.org. E’ un sito a pagamento in grado di dirvi vita, morte e miracoli di ogni sito di vostro interesse.
6) Ottimizzare la base dell’HTML nella creazione siti internet. Personalmente preferisco l’XHTML perchè raccomandato dall’authority web e veloce anche per connessioni lente (l’uso dei CSS permette di caricare le istruzioni fisse di pagina, una volta sola all’inizio e non per ogni pagina visualizzata) ma,
detto questo, le regole non cambiano. Non dobbiamo dimenticare l’importanza degli H1 (nome sito), H2 (nome pagina) ed il tag: <meta name=”noframes” content=”nospam” /> .

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Domini personali .me

Posted by admin on 13th giugno 2008

Se vuoi pubblicare un tuo sito personale o vuoi mettere online tutto quello che riguarda il tuo mondo, da oggi lo puoi fare sfruttando i nuovi domini .me. Un’estensione personalizzata che da oggi è disponibile per andare incontro alle esigenze più disparate!

Da pochi giorni infatti possono essere inoltrate le richieste di registrazione per l’assegnazione del nome a dominio, che dovrebbero poi essere attivate nella seconda metà di luglio 2008.

I domini . me sono l’ideale per:

  • Siti personali e blog
  • Personalizzazione del proprio marchio
  • Creare spazi di interazione con gli utenti del sito

Per maggiori informazioni a riguardo, contattaci all’indirizzo info@nur.it

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Topical TrustRank

Posted by Editor-C on 9th giugno 2008

Topical TrustRank

Topical TrustRank di: Wu, Goel, Davinson. Risale al 2006.

Dobbiamo premettere che non c’è modo, a parte l’esperienza dei webmaster (esperti nella costruzione di siti internet), di verificare quanto Google sia coincidente nei fatti, a quanto afferma nelle sue dichiarazioni ufficiali. Di solito, coincidente, non lo è mai!
Diamo così per scontato che quanto affermiamo, possa essere valido al 90%… se va bene, mentre il rimanente 10% (o più) resta aleatorio, in quanto soltanto Google potrebbe confermarlo, cosa che non fa, purtroppo, con buona pace di chi si dedica alla costruzione di siti internet.

E’ un fatto che il TrustRank, sembra trasmettersi in modo “espanso” all’intero dominio.
In breve: anche le nuove pagine secondarie, nate all’interno di un sito di forte Trust, sembrano beneficiare di questo “stato di grazia”, posizionandosi più velocemente e meglio di pagine di un dominio a basso Trust, in base alle loro chiavi. Se la Key (chiave) è medio-bassa, c’è competizione.
  
Il TrustRank tende a “privilegiare” i siti appartenenti a grosse comunità. La soluzione sta nel Topical TrustRank, che permette di “riequilibrare” il valore del TrustRank, dividendo il suo valore in funzione dell’argomento dei siti hubs (o seeds) e delle matrici links del TrustRank. In questo modo si ottiene una riduzione di spam, che va dal 19 al 43 %.
Otteniamo così la riduzione dello spam anche dove questo avviene automaticamente, come nei Blog e nei Forum.

Purtroppo però aumentano le pagine spam nelle piccole comunità e nei siti nicchiati (es: i comuni compresi nell’unico sito di una provincia).

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Galleria d’arte online

Posted by admin on 6th giugno 2008

Webartgallery

Una innovativa galleria d’arte online dove gli artisti possono pubblicare le loro opere.
Si trova su www.webartgallery.net.

Webartgallery è infatti un portale interamente dedicato agli appassionati d’arte, soprattutto alle opere d’arte moderna che spaziano dalla digital art alla fotografia, passando per le classiche forme di espressione rappresentate dalla pittura e dalla scultura, fino alle nuove forme artistiche di stampo giovanile quali graffiti e murales.
Un’immensa galleria online dove, oltre adosservare le creazioni artistiche di nuovi artisti emergenti, è possibile inviare le proprie opere d’arte.

Un modo innovativo per diffondere le novità artistiche del nuovo millenio, sfruttando le potenzialità del web e la sua diffusione.

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HUBS-SEEDS

Posted by Editor-C on 4th giugno 2008

HUBS-SEEDS

Gli Hubs (lett.: mozzo) ed i Seeds (lett.: testa di serie) altro non sono che nodi di smistamento, che comportano una scelta invece di un’altra. E’ la stessa differenza che c’è fra il TrustRank ed il BadRank. Gli Hubs-Seeds sono concepiti per permettere lo smistamento fra le due condizioni di TrustRank e BadRank.

La prima applicazione del principio logico degli Hubs o Seeds risale, almeno come esperimento, al 1° agosto 2003, su un campione di circa 30 milioni di siti/nodi selezionati, in un data-set selezionato fra miliardi di pagine su AltaVista. Da questi 30 milioni, sono stati scelti in modo automatico, un gruppo di siti.
Delle persone umane (dette Oracoli) li hanno divisi in siti buoni (con punteggio di fiducia = 1) ed in cattivi (con punteggio di fiducia = 0).
I siti buoni oggi li chiamiamo Hubs (o Seeds) e sono i “siti madre” da cui parte il conteggio del TrustRank, fondamentali nel posizionamento siti internet.

Non esiste un elenco ufficiale degli Hubs (o Seeds) ma si può presumere, con una buona dose di autenticità, che siano:
1) i siti-portali-directory più famosi, partendo da elenchi già scelti da personale umano di: Yahoo, Msn, Dmoz, BBC, ecc…
2) siti governativi di enti “sicuri”: Università, Ministeri, ecc. ecc.
3) siti che vengono manualmente recensiti ogni giorno dai Quality Raters, che assegnano un punteggio di TrustRank (1) o BadRank (0).
4) siti che vengono recensiti da autori volontari (Google Coop), che danno una categoria semantica con un punteggio 0-1. Quest’ultima condizione è messa in forse da alcuni autori, la dò per certa come scrivente, essendo “vittima” su un mio sito, di un Google Coop, gestore di un sito concorrente… Mi resta infatti inspiegabile come si possa passare in un attimo e senza aver toccato nulla, dalla seconda riga alla sesta pagina di Google, in un batter di ciglia, quando su Yahoo, AltaVista, ecc. ecc., sono sempre in prima pagina.

Si può serenamente affermare che, globalmente, il sistema offre più vantaggi che svantaggi.
Se si calcola per due volte il PageRank, la prima con il solo algoritmo e la seconda con ausilio umano (TrustRank), dando un peso maggiore ai siti puliti, gli spammers, non avendo l’elenco ufficiale degli Hubs-Seeds, poco possono fare per danneggiarci, linkando il nostro sito da siti spam.
Google ha recentemente affermato, relativamente al posizionamento siti internet: “un concorrente non può fare pressochè nulla per danneggiare la tua posizione”. E’ sicuramente vero quando si parla di link da siti spam; a mio avviso lo è un po’ meno quando interviene il fattore umano in modo diretto con i Google Coop.

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BadRank

Posted by Editor-C on 3rd giugno 2008

BadRank

BadRank si può tradurre come “cattiva indicizzazione”, che influirà sul posizionamento dei motori di ricerca.
E’, in parole povere, il contrario di PageRank. Mentre il PageRank dà un indice positivo in base al numero di link “buoni” richiamati dalla nostra pagina, il BadRank dà un indice negativo in base al numero di “pagine cattive (o spam)” che richiamano la nostra pagina.
Possiamo esprimerci in un altro modo, senza cambiare la sostanza. Se il PageRank è alla base del TrustRank, il BadRank è alla base del “DetrustRank”, concetto opposto a quello, per l’appunto, del TrustRank.

Soffermiamoci sul principio logico del “TrustRank“, fondamentale nel posizionamento dei motori di ricerca.
Un sito di qualità non linkerà (quasi) mai una sito di bassa qualità o spam.
Questo consente una “trasmissione di fiducia” da un sito ad un altro, ecc.
Mano a mano che i links si allontanano dal “sito buono”, il valore di TrustRank si abbasserà proporzionalmente.

Questo consente di premiare i “siti di qualità” nel posizionamento dei motori di ricerca ed arginare i “siti spam”.
Per ottenere questo, il TrustRank parte da un elenco di siti “trust” (affidabili) definiti “hubs” o “seeds“.

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