Posizionamento sui Motori di Ricerca, grafica web e programmazione

I Big Data a portata delle PMI

Postato il 17 aprile 2018

Come ottenere il massimo dai dati del database aziendale

Uno dei grandi temi del cambiamento nell’era digitale è quello a tutti noto con il nome di Big Data. I dati, in realtà, sono sempre stati di supporto per le persone, le aziende e le istituzioni nel prendere decisioni strategiche, in relazione ai propri obiettivi di business. Persino Napoleone attribuiva buona parte del proprio successo in battaglia all’ottenimento di informazioni precise, che dessero modo di costruire una strategia militare efficace. Traslando il discorso su un piano differente, anche nel caso in cui si voglia attuare una strategia di successo per il proprio business, sarà necessario analizzare al meglio ogni più piccolo “insight” a disposizione.

Qual è l’utilità dei Big Data?

Come abbiamo detto, avere a disposizione delle informazioni e saperle analizzare è, da sempre, essenziale per avviare un business di successo. Questo tipo di approccio, tuttavia, è divenuto ancora più importante a partire dall’avvento di internet, in maniera particolare nell’ultimo decennio, quando si è assistito a una crescita esponenziale dei dati a disposizione delle società. È proprio durante questo periodo, infatti, che i Big Data sono diventati fondamentali per ottimizzare le strategie aziendali e definirne meglio gli obiettivi. Attraverso un attento procedimento di Web Analytics, ovvero lo studio dei dati statistici di accesso ai siti, ad esempio, si possono reperire informazioni utili per i seguenti fini:

  • Conoscere i propri contatti e segmentarli in modo strategico
  • Sviluppare un prodotto mirato per le esigenze del proprio target
  • Fare una comunicazione personalizzata e ad alto valore aggiunto
  • Progettare una Customer Journey esaltante e su misura
  • Analizzare la Customer Satisfaction e migliorarla continuamente

Non è questione di investire grandi cifre di denaro, ma di farlo sfruttando al meglio i preziosi dati già presenti nei database aziendali, partendo da un’operazione semplice e “quick win”, capace di riprendere e rinfrescare relazioni ormai assopite, ridando loro nuovo slancio.

Come sfruttare al meglio i Big Data?

Nella maggior parte dei casi, i dati da cui partire per un’ottimizzazione del business sono già nelle mani delle aziende, le quali, tuttavia, hanno difficoltà a riordinarli in modo corretto. Non è raro, infatti, che siano suddivisi fra i diversi reparti operativi delle società e che, quindi, le stesse non riescano ad avere un quadro complessivo di quelle che sono le esigenze dei propri clienti. Sarà utile, dunque, riordinare i Big Data per sviluppare una strategia di successo, sfruttando al meglio ogni singola informazione a disposizione. Mettere ordine nei dati, infatti, è un’azione fondamentale per creare i presupposti di un’attenta analisi, la quale sta alla base di tutte quelle intuizioni e azioni che portano a ottenere un vantaggio competitivo. Per fare questo, tuttavia, è necessario affidarsi a un partner professionale, con una lunga esperienza nell’erogazione di servizi di Internet Marketing.

Se volete ottenere maggiori informazioni sui Big Data e ottimizzare al meglio i dati raccolti attraverso il vostro sito web, affidatevi all’esperienza dello staff di Nur. Per ricevere una consulenza, vi basterà accedere alla sezione contatti e compilare il modulo che troverete al suo interno. Così, nel più breve tempo possibile, otterrete una risposta a ogni quesito.

 

Si ringrazia Denise Cumella – per approfondimenti relativi all’articolo: https://www.linkedin.com/pulse/i-big-data-portata-di-pmi-ottieni-il-massimo-dal-tuo-database-denise/

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Lo Street Marketing

Postato il 19 marzo 2018

La lezione del mercato del pesce: la fine del marketing da scrivania?

Il marketing da scrivania, quello che si faceva e si fa ancora dietro a un computer, analizzando sfilze di dati, trend di mercato, grandi numeri, nomi, cognomi e indirizzi potrebbe non bastare più per riuscire a catturare l’attenzione dei possibili clienti. Oggi, per sopravvivere in un mondo altamente competitivo, nonostante il processo di digitalizzazione sia in una fase avanzata, è necessario alzarsi dalla scrivania per far sì che i nostri prodotti si posizionino al primo posto nella mente dei clienti. Per ottenere un risultato di questo tipo, dunque, è sempre più necessario attuare una strategia di street marketing, o marketing da marciapiede, la quale permette di recepire al meglio le esigenze delle persone che ci circondano.

Come catturare l’interesse dei clienti con una strategia di marketing efficace?

Per ottenere risultati concreti e portare interesse verso la nostra azienda, creare una strategia di marketing fondata sulla semplice analisi statistica dei dati può non essere performante ed è sempre più necessario comprendere la vocazione più alta del proprio business, andando a creare un forte legame con le persone. Infatti, il marketing ha bisogno di un approccio più diretto ed emozionale per attirare l’interesse dei clienti e offrire loro prodotti, servizi o esperienze di valore, che siano in grado di semplificare e rendere migliore la loro vita.

I vantaggi di una strategia di street marketing

Naturalmente, non basta solo l’osservazione diretta per migliorare le proprie strategie di vendita. In concreto, anche per servizi come quelli relativi alla Search Engine Optimization o al Web Design, il marketing da strada può fornire importanti indicazioni sulle necessità degli user, migliorando la loro esperienza digitale e rendendo i portali web user friendly. Un risultato di questo tipo si ottiene attraverso uno sguardo attento del contesto in cui si opera. Utilizzando la metafora del mercato del pesce proposta da Denise Cumella, dunque, chi intende rendere più performanti le proprie tecniche di mercato deve analizzare i risultati dei propri competitors e comprendere come mai quelli di alcuni siano migliori.

Perché scegliere un partner professionale per l’integrazione fra marketing da strada e da scrivania?

Come abbiamo visto, queste informazioni raccolte sul campo, relative ai comportamenti dei competitors, vanno integrate con i preziosissimi dati raccolti online. Affidarsi a un partner professionale e con un’elevata esperienza relativa ai servizi di Internet Marketing, che sappia anche ascoltare e osservare le informazioni provenienti dal mondo al di fuori della rete, è fondamentale per creare una strategia di internet marketing efficace e dare spessore ai dati raccolti, andando a migliorare le performance del proprio business.

Se volete integrare al meglio i due modelli di marketing e catturare l’attenzione di possibili nuovi clienti, affidatevi all’esperto staff di Nur. Entrate nella sezione contatti e, compilando il form presente all’interno, avrete modo di richiedere una consulenza professionale sull’argomento.

 

Si ringrazia Denise Cumella – per approfondimenti sull’articolo: https://www.linkedin.com/pulse/il-marketing-da-marciapiede-e-la-lezione-del-mercato-pesce-cumella/

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Intelligenza artificiale: le nuove frontiere della conoscenza

Postato il 1 febbraio 2018

Attraverso un programma di ricerca digitale sull’Intelligenza Artificiale (che includeva un’indagine su 3.073 dirigenti, 160 casi studio in 14 settori e 10 paesi), è emerso in modo evidente che i CEO devono comprendere a pieno questa tecnologia per integrare correttamente l’IA nei processi aziendali e attuare quindi una strategia performante.

Le riflessioni sull’uso strategico dell’intelligenza artificiale?

I risultati di questa ricerca, effettuata su 3.000 dirigenti aziendali, rivelano alcune interessanti considerazioni nell’ambito dell’uso strategico dell’Intelligenza Artificiale (IA) nelle aziende. Gli investimenti nell’IA sono in continua crescita e sempre più derivanti da organizzazioni al di fuori dell’ambito tecnologico. Le storie di successo si susseguono: Amazon, ad esempio, raccoglie efficienze produttive impiegando i robot di magazzino Kiva basati su AI. GE rende operativi i dispositivi industriali, sfruttando l’intelligenza artificiale per la manutenzione predittiva. È quindi evidente che i CEO devono necessariamente affrontare le implicazioni aziendali dell’integrazione dei processi di IA, anche se resta difficoltoso comprendere come impiegare questa nuova tecnologia in maniera proficua. L’integrazione nei processi interni delle tecnologie IA da parte delle aziende è ancora in alto mare e, infatti, solo il 20% degli intervistati utilizzano una o più tecnologie IA in una parte della propria attività. Il 41% delle aziende, invece, sta ancora testando questa nuova tecnologia. Le tecnologie di intelligenza artificiale come l’apprendimento automatico basato sul neurale e l’elaborazione del linguaggio naturale, sono in fase di continuo perfezionamento e diventeranno velocemente il punto focale delle suite di tecnologia IA. Saranno i servizi finanziari e di telecomunicazione a fare da apripista, aumentando la spesa tecnologica IA di oltre il 15% l’anno – sette punti percentuali in più rispetto alla media intersettoriale – nei prossimi tre anni. Il 30% dei primi utilizzatori di IA riconoscono di aver ottenuto ottimi risultati e un incremento delle entrate proprio sfruttando l’intelligenza artificiale con l’obiettivo di conquistare nuove quote di mercato.

Quale è il limite per l’integrazione nei processi aziendali della IA?

Emerge in maniera chiara, dunque, che esiste un grande limite di conoscenze tecniche per l’integrazione nei processi aziendali dell’intelligenza artificiale. Le industrie leader nell’adozione dell’IA – come l’alta tecnologia, le telecomunicazioni e l’industria automobilistica – sono anche quelle più digitalizzate. Queste imprese hanno infatti già investito in capacità digitali, tra cui l’infrastruttura cloud e i big data. Ma non tutti i settori e non tutte le tipologie di attività (a prescindere dalla loro dimensione e volume di fatturato) sono in grado di integrare questa tecnologia che richiede competenze che vanno ben oltre lo specifico utilizzo. Basta pensare che il colosso degli e-commerce, Amazon, e il leader mondiale dei motori di ricerca, Google, si sono rivolti ad agenzie esterne per potenziare le proprie capacità di intelligenza artificiale.

Un partner per l’uso strategico dell’IA nei processi aziendali

Grazie a un team formato e forte di esperienze qualificate in diversi settori, NUR, oltre a offrire un’ampia gamma di servizi di Internet Marketing, si propone come società partner a supporto delle aziende che intendono valutare l’integrazione della tecnologia all’interno dei propri processi, attraverso analisi mirate a seconda del modello di business e della tipologia di attività.

L’intelligenza artificiale come vantaggio competitivo per le aziende

L’apprendimento automatico (machine learning) e l’apprendimento approfondito, sono strumenti potenti. Hanno suscitato molto interesse da parte dei media e hanno ricevuto una quota significativa del finanziamento che è stato riversato nell’universo IA, ottenendo quasi il 60% di tutti gli investimenti esterni al settore nel 2016. L’interesse è altissimo, così come le aspettative. Ma l’impegno maggiore riguarda le persone e i processi, non gli investimenti. L’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi dei dipendenti e nei processi decisionali manageriali, sono certamente più difficoltosi dell’implementazione stessa dell’IA. Oltre che il proprio approccio, le aziende dovranno allineare la propria mentalità per rendere l’intelligenza artificiale un vantaggio competitivo. Per il momento, questa è una buona notizia per quelle aziende che stanno ancora sperimentando o più semplicemente valutando l’integrazione dell’intelligenza artificiale, ma c’è ancora tempo per scalare la curva di apprendimento e competere.

Se siete interessati a ricevere maggiori dettagli sull’argomento, entrate nella sezione contatti e affidatevi al team di NUR per una consulenza professionale.

 

Si ringrazia Gianni Previdi –  per approfondimenti su questo articolo: http://www.gianniprevidi.net/il-brusio-dellintelligenza-artificiale-come-la-interpretano-i-ceo/

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Social Commerce: la nuova tendenza dell’E-commerce

Postato il 24 gennaio 2018

I Social Network non solo solamente una insostituibile fonte di interazione e informazioni ma, oggi più che mai, un importante canale d’acquisto. I maggiori siti di e-commerce stanno comprendendo che senza i social network non avrebbe modo di esistere tutta quell’attività che prevede l’esperienza dell’acquisto online.

Proprio per questo chi si è dedicato all’e-commerce sta ora espandendo il proprio business sfruttando la potenza e le caratteristiche dei Social Media.

In cosa consiste il Social Commerce?

Il Social Commerce è un nuovo paradigma di consumo che permette lo studio dei propri utenti in modo da comprendere a meglio tendenze e preferenze che porteranno clienti acquisiti e nuovi all’acquisto. Infatti i social media, essendo per definizione “social”, basano la loro attività sulle interazioni tra le persone diventando oggi nuovi luoghi per le relazioni. La partecipazione e la discussione sono da sempre il punto di forza delle piattaforme Social, e per questo sono diventati canali fondamentali attraverso i quali le aziende hanno la possibilità di aumentare le vendite del proprio e-commerce.

I canali social più utilizzati per il social commerce sono in primis Facebook, e successivamente Instagram e Pinterest; Facebook ha decisamente il primato essendo ormai diventato il principale social network di massa. All’interno di questi Social è stata inserita la possibilità di acquistare direttamente dall’account di un determinato e-commerce tramite il comando “buy it”, presente sia su Facebook, Instagram e Pinterest (solo per il mercato USA).

Quando passiamo del tempo sui social gli amici con cui condividiamo i nostri pensieri, la nostra musica e le nostre esperienze, ci fanno sentire parte di un grande luogo confortevole e familiare. Ma allo stesso tempo spesso capita che ci sentiamo poco sicuri a causa della consapevolezza dei rischi e dei tabù che si aggirano intorno ai social network. Con l’introduzione del social commerce ci sentiamo certamente avvantaggiati nella velocità di acquisto ma anche in parte violati di dati personali, riflessioni sui prodotti, opinioni sui brand. Contestualmente per gli e- commerce cresce il voler fidelizzare il cliente, renderlo partecipe dei propri acquisti e dare la possibilità di poter decidere come, cosa e quando acquistare.

Sicuramente non tutti gli acquisti sui social sono al 100% sicuri e tutelati. La presenza sui social network non rende automaticamente alcuni e-commerce piattaforme affidabili. Una maggiore attenzione vi permetterà di sfruttare la possibilità di fare acquisti in comodità, ma soprattutto vi permetterà di non incappare in piattaforme di e-commerce illecite.

Tra le realtà molto utili per valutare l’affidabilità delle e-commerce una è sicuramente Shopping Verify, piattaforma online di controllo degli e-commerce volta a garantire una maggiore sicurezza negli acquisti online. La piattaforma si basa prevalentemente sui commenti e le opinioni degli altri utenti e mira a generare uno scambio di esperienze volte a garantire, tramite l’interazione, una più sicura valutazione degli e-commerce in modo tale da riuscire a limitare il rischio, per gli utenti, di incappare in truffe o frodi da parte di e-commerce poco affidabili. Il sito internet è molto intuitivo: basta cercare la piattaforma di e-commerce di interesse e valutare, tramite gli altri commenti, se questa risulta essere affidabile oppure no. Qualora un utente volesse commentare (positivamente o negativamente) le prestazioni di un e-commerce basta commentare nella pagina di riferimento.

In più esiste la possibilità di valutare (tramite stelline che vanno da uno a cinque, in base alle preferenze) il servizio offerto dalle piattaforme di acquisti online. Una piattaforma, quella di Shopping Verify, che permette una maggiore sicurezza di acquisto non solo sulle piattaforme e-commerce ma, oggi più che mai, anche sui social network.

Sei interessato ad approfondire l’esperienza sui Social Network? Vuoi essere affiancato nella realizzazione di un e-commerce sicuro e affidabile? Contatta i professionisti Nur!

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Gli sviluppi del settore Fashion: personalizzato e online

Postato il 8 gennaio 2018

Il futuro della moda è sempre più su misura e decisamente in rete: gli acquisti online del settore fashion stanno incrementando ogni anno di più, dichiarando quindi una tendenza impossibile da non considerare. Quasi la metà dei giovani su internet spende fino al 40% in più per articoli fashion e decide di acquistare modelli personalizzati. Indicazione interessante, che ci fa capire quanto l’offerta su misura abbia presa anche in questo settore. 1 Millennial su 3 dichiara di spendere fino a 500 euro l’anno per acquisti di questo tipo, per un giro d’affari complessivo di circa 1,5 miliardi di euro. Sono dati che ci vengono forniti per il territorio italiano dal Lanieri Fashion Tech Insights 2017.

La possibilità di avere un pezzo unico e irripetibile sembra essere il motivo principale che spinge 1 italiano su 3 ad effettuare l’acquisto online e a comprare capi su misura o personalizzati; a questa motivazione segue la soddisfazione di creare da zero il proprio capo in ogni dettaglio (29%) e il desiderio di esprimere tramite il pezzo unico la propria personalità (25%).

Il ruolo del negozio fisico perde quindi di importanza? Tutt’altro, resta fondamentale se si nota che il 33% dei Millennials e il 25% degli intervistati nella fascia 35-54 anni ha dichiarato che comprerebbe molto più volentieri online un capo personalizzato se potesse vederlo prima dal vivo in uno store o showroom. Il 34% degli italiani inoltre si dichiara molto interessato all’utilizzo di chatbot o di assistenti virtuali che possano aiutare nel processo di acquisto e facilitarlo ulteriormente, in qualsiasi momento.

Come si inserisce in questa panoramica il tanto discusso e delicato tema del trattamento dei dati personali? Il 55% del campione si dice preoccupato della quantità di informazioni sugli utenti che vengono usate dalle aziende a scopi di marketing, ma esiste un 42% che dichiara al contrario di non avere problemi rispetto all’utilizzo delle proprie informazioni personali per l’offerta di capi personalizzati sui propri gusti.

Sei interessato alla realizzazione di un e-commerce? Vuoi ampliare il tuo business nel settore fashion? Contatta Nur e potrai affiancare alla tua attività un’esperienza online di sicuro successo!

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Partita la caccia ai regali di Natale: il tuo E-commerce è pronto?

Postato il 7 dicembre 2017

Il periodo della caccia al regalo di Natale è il momento dell’anno in cui il commercio elettronico tocca picchi da record: per chi gestisce un e-commerce rappresenta dunque l’occasione per mettere il più possibile in evidenza i propri articoli e ottimizzare le vendite.

Ma come ottimizzare quindi il proprio e-commerce per questo Natale?

Il fattore più importante a cui prestare attenzione nel commercio online è la customer experience, che racchiude quegli aspetti volti ad assicurare le interazioni positive con il brand, che portano la conversione da pura navigazione a scelta di acquisto.

Per riuscire ad ottenere il massimo dal periodo natalizio è necessario creare la propria strategia di Natale per l’e-commerce tempestivamente, partendo da alcuni suggerimenti. Ecco quelli più efficaci che puoi applicare al tuo negozio online:

  • Controlla bene le prestazioni: i tuoi clienti e ancora di più quelli potenziali si aspettano che una pagina venga caricata in meno di tre secondi. Se la vostra pagina è più lenta molto probabilmente abbandoneranno il vostro sito!
  • Addobba il tuo sito per l’occasione: entra nello spirito natalizio e ravviva il layout con una grafica a tema, un banner celebrativo o qualche immagine dedicata.
  • Iscrizione alla newsletter: sfrutta il periodo pre-natalizio per incentivare l’iscrizione alla tua newsletter, offrendo contenuti interessanti e utilizzando come leva un codice sconto per il prossimo ordine.
  • Consegna express garantita: assicurati che i tuoi clienti riceveranno ciò che ordinano entro Natale, offrendo un servizio di consegna espressa a 48 ore dal pagamento.
  • Spedizione gratuita: le spese di spedizione sono spesso l’unico fattore che blocca gli utenti dall’ordinare online i regali per i loro cari . Se le annulli, favorirai gli acquisti d’impulso e sarai ripagato.
  • Sicurezza e servizi post-vendita: devono essere presenti procedure che aiutino a creare un senso di sicurezza e devono essere facilmente reperibili le informazioni di assistenza post-vendita.
  • Mobile commerce: sempre più persone fanno acquisti online in particolare nel periodo natalizio. L’esperienza mobile è importante, assicurati che il tuo sito sia facilmente fruibile da smartphone e tablet.
  • E-mail marketing: sfrutta l’email marketing per mandare messaggi mirati ai clienti, organizzando una prevendita o la possibilità di prenotare i tuoi prodotti.

Ora tocca a te: organizza nel dettaglio la tua strategia di Natale pianificando con attenzione le tue attività e controllando con anticipo il magazzino per non farti cogliere impreparato. Non da ultimo ottimizza la tua comunicazione Social: gli utenti avranno un canale diretto tramite cui controllare promozioni, offerte e proposte dedicate ai regali di Natale!

Vuoi sapere come ottimizzare e migliorare il tuo e-commerce, soprattutto in periodi fondamentali come quello dei regali di Natale? Contatta Nur, elaborerai una strategia di successo che grazie alla visibilità acquisita in questi momenti top garantirà alla tua azienda un costante aumento del business!

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Black Friday e Cyber Monday: come aumentare visibilità e conversioni

Postato il 20 novembre 2017

Black Friday: o per meglio dire, Black Week, Black Sales…perché il fenomeno delle promozioni convenienti per approfittare e dedicarsi con anticipo ai regali di Natale ormai non si limita più ad un giorno. E’ un’occasione irrinunciabile per le aziende di mettere in vetrina il meglio della merce a prezzi più bassi, sperando nel desiderio di shopping che, già alle prime decorazioni natalizie, assale la maggior parte degli utenti.

E’ possibile per le aziende sul Web approfittare di questa giornata di shopping sfrenato per mettersi in mostra e aumentare visibilità e conversioni? Ovviamente sì. MyBank ad esempio dà qualche dritta, facile da mettere in atto, per aumentare le conversioni durante il Black Friday e il successivo Lunedì dedicato soprattutto alla tecnologia, il Cyber Monday, che quest’anno si terranno il 24 e il 27 novembre. Giornate che danno avvio allo shopping per i regali di Natale.

Ecco i 5 consigli di MyBank per sfruttare al meglio questa opportunità di vendita e fidelizzazione.

1 – Mettere in atto una strategia digital a 360 gradi
Per approfittare delle opportunità in termini di visibilità e conversione del Black Friday è fondamentale studiare una strategia di marketing online con anticipo. Oltre all’utilizzo di strumenti di email marketing mirati è bene non dimenticare l’efficacia dei canali social, dove è fondamentale creare contenuti con hashtag relativi alle promozioni, come #BlackFiday e #CyberMonday, sempre abbinati al proprio brand.

2 – Una user experience veloce ed efficace
La concorrenza è alta e l’obiettivo degli utenti è quello di assicurarsi le offerte migliori. Per questa ragione sarà necessario dare risalto ad ogni categoria dedicata al Black Friday e di rendere la customer journey più agevole possibile rimuovendo eventuali ostacoli che possano rallentare l’acquisto. Per aumentare le conversioni è importante garantire all’utente un’esperienza d’acquisto veloce, immediata e personalizzata.

3 – Dedicare un’attenzione speciale al mobile
Stando agli ultimi dati gli utenti comprano sempre di più tramite smartphone e sempre meno solo dal PC (+65% rispetto al 2016, dati dell’Osservatorio del Politecnico di Milano). Questo aspetto non va sottovalutato, soprattutto in un periodo di così grande traffico come il Black Friday e il Cyber Monday. Ecco perché è indispensabile avere un sito web responsive, che si mostri usabile su tutti i dispositivi mobile, e garantisca immediatezza dei contenuti e rapidità di caricamento. L’accesso da smartphone meriterà sempre più un occhio di riguardo per chi vuole aumentare le conversioni

4 – Fasi di pagamento ulteriormente semplificate                                                                                                                         

L’arrivo al carrello è sempre una fase delicata per le aziende sul Web. Durante la giornata del Black Friday è basilare prestare attenzione sia alla fase di pagamento sia a quella di consegna: per spedire nel più breve tempo possibile è necessario essere certi di aver ricevuto il pagamento. Per stimolare gli acquisti e contribuire alla fidelizzazione di clienti vecchi e nuovi, una mossa sempre vincente in periodi di promozione con così tanto flusso di visitatori è offrire la consegna gratuita, esperienza che invoglia molto gli utenti ad effettuare anche i primi acquisti su portali prima non noti.

5 – Informazioni e Trasparenza
Sul proprio eCommerce vanno sempre espresse in modo trasparente le condizioni di sconto e offerta, norme sulla privacy, spedizione e le condizioni di reso. Fornire informazioni affidabili e chiare è ancor più essenziale in queste giornate speciali e maggiormente caotiche anche per l’utente stesso. Questi dettagli saranno fondamentali per generare nel cliente quella fiducia che lo porterà ad acquistare nuovamente in futuro.

Vuoi approfittare di questi periodi di festa per aumentare la visibilità del tuo marchio e la brand awareness? Contatta Nur! Avrai una strategia mirata per generare interesse e migliorare notevolmente il tuo business!

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Facebook Marketplace: una vetrina per la compravendita tra utenti

Postato il 6 novembre 2017

Da qualche mese anche in Italia è disponibile Marketplace, la nuova feature di Facebook per la compravendita di oggetti tra utenti. Una volta cliccato sulle apposite icone, sarà possibile accedere ad un vero e proprio mercato, in cui saranno visibili annunci compatibili con i nostri interessi. Gli annunci verranno organizzati da Facebook in base ai nostri interessi, seguendo quindi le interazioni con le pagine a cui abbiamo messo un like; queste preferenze verranno integrate con le ricerche che facciamo sul Marketplace stesso, che è dotato di un motore interno in grado di restituire risultati filtrati per categorie di prodotto, prezzo e distanza geografica tra venditore e compratore.

La trattativa viene gestita direttamente tra gli utenti coinvolti, ai quali spetta il compito di fissare il prezzo finale e la modalità di invio del bene acquistato. Marketplace ha delle regole, simili a quelle che già ci sono per i gruppi in cui gli utenti si scambiano oggetti di vario tipo, e che rientrano negli standard della comunità del social network. Perciò è vietato vendere e comprare droga, armi, animali, articoli per adulti e, in generale, oggetti illegali.

Mary Ku, capo del Project Management di Facebook, ha spiegato come Marketplace sia nato poiché “oltre 450 milioni di persone visitano ogni mese i gruppi di compravendita di Facebook, e il Social Network voleva rendere più semplici ed efficaci gli scambi.” Con l’introduzione di Marketplace l’obiettivo di Facebook è fornire agli iscritti un luogo dedicato dove poter svolgere queste compravendite.

Il modello non è dunque esattamente quello di eBay: Facebook Marketplace è solo una vetrina, dove una volta trovato l’articolo interessante le persone si scambiano messaggi attraverso la chat di Messenger per trovare un accordo. Facebook ha dichiarato che nei primi 9 mesi il numero di conversazioni private tra potenziali acquirenti e venditori negli Usa sia aumentato del 77% , e più di 18 milioni di nuovi articoli vengono messi in vendita ogni mese. Facebook Marketplace è dunque più simile a un portale come Subito.it, dove nel 2016 si sono registrate più di 30 milioni di pagine visitate ogni giorno, e più di 110 mila nuovi annunci ogni 24 ore.

Vuoi sapere di più su come utilizzare i Social per aumentare il tuo business? Affidati a Nur! Contattando l’azienda avrai a tua disposizione professionisti che ti forniranno tutte le risposte!

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Oggi parliamo di: Inbound Marketing

Postato il 17 ottobre 2017

Se ne sente tanto parlare, ma cosa intendiamo esattamente con “inbound marketing”?

L’inbound marketing nel corso degli anni è diventato uno dei metodi più efficaci di business online, se non il più efficace. Si fonda sul concentrare l’attenzione sulla creazione di contenuti di qualità con l’obiettivo di attirare utenti al sito o all’azienda stessa. Tali contenuti sono funzionali ad accompagnare naturalmente gli utenti interessati verso la soluzione che stanno cercando.

Quale differenza quindi con i tradizionali metodi di marketing? E’ molto semplice: l’inbound marketing non è invasivo, ma piuttosto punta ad attirare il pubblico già interessato alla materia e che quindi sarà decisamente più facile convertire in clienti e promotori del business.

Il consumatore dell’era di internet infatti si appoggia quasi completamente alla rete, non solo perché acquista online, ma anche per informarsi, tramite recensioni di altri utenti e pareri di esperti di settore, su prodotti e servizi a cui è interessato.

L’inbound marketing ha compreso questo meccanismo e lo volge a proprio vantaggio. È un tipo di marketing che, rispetto al modello classico fatto di passaggi pubblicitari online e offline, presenta vantaggi quali:

  • Il contenimento dei costi. Fulcro dell’inbound è infatti la creazione di contenuti di qualità.
  • I clienti che raggiungono i nostri contenuti sono già interessatial prodotto/servizio offerto e si stanno informando meglio.
  • Il legame di fiducia che si crea con i prospect e i clienti a fronte di contenuti di qualità. Questa fiducia si tramuta anche in promozione da parte loro verso nuovi lead.

Sulla carta appare tutto molto semplice. Ma concretamente, come funziona? Serve un’ottima presenza online, per farsi trovare dove il cliente cerca. Ecco perché per gli inbound marketer è importante anche un’ottima conoscenza di SEO e del posizionamento sui Motori di Ricerca, ma non solo: anche i Social Media al giorno d’oggi giocano un ruolo determinate nelle scelte d’acquisto degli utenti.

Il processo di inbound marketing può essere diviso in quattro distinte fasi, basate sui passaggi di fidelizzazione degli utenti.

La prima fase mira ad attrarre gli utenti, trasformandoli in lead (utenti potenzialmente interessati a un prodotto o servizio, ma che non hanno ancora realizzato l’acquisto stesso). In questa prima fase il fulcro è dunque farsi trovare dagli utenti. Per far ciò esistono molti modi, quali ovviamente la SEO e la ricerca delle giuste parole chiave, che testimoniano come, con la giusta ottica, sia fondamentale sapersi posizionare sul web.

Esiste anche la local SEO, ovvero il posizionamento dell’azienda su piattaforme e/o social network che utilizzano funzioni di geolocalizzazione come ad esempio Google Maps, Foursquare, Twitter, Instagram e Facebook. Sono inclusi in questo tipo di marketing anche portali come TripAdvisor e Yelp, dove gli utenti possono lasciare le proprie recensioni. Questo tipo di posizionamento è importante nell’ottica di un momento storico in cui gli utenti cercano servizi quali negozi, ristoranti, cinema in base alla zona geografica in cui si trovano.

Un altro modo indispensabile per affidarsi all’inbound marketing è farsi trovare sui Social Media. I loro strumenti di segmentazione e targeting sono sempre più sofisticati è i Social Network rappresentano quindi un’ottima risorsa per profilare i futuri prospect.

La seconda fase che caratterizza l’inbound marketing serve a convertire i lead, ovvero utenti potenzialmente interessati all’acquisto di servizi o prodotti, in prospect, ovvero utenti effettivamente interessati all’acquisto di servizi o prodotti. Questa fase si concretizza sfruttando l’attenzione degli utenti ai contenuti prodotti. Si verranno a creare delle call to action accattivanti che spingono gli utenti ad approfondire ulteriormente l’argomento.

Queste indicazioni possono essere usate ovunque sul sito web, sul blog o sui social, l’importante è che siano il più specifici possibile. L’ideale è posizionarli in fondo ad articoli di blog inerenti a ciò che gli utenti stanno cercando.

In seguito necessaria è una landing page dedicata con un modulo contatto da compilare. La form, serve per registrare le informazioni di contatto degli utenti (principalmente l’email), su cui si potrà successivamente andare a creare una mailing list di potenziali clienti a cui proporre delle nuove offerte. Ovviamente nessuno fornisce i propri dati liberamente, occorre dare qualcosa in cambio! Ecco quindi che si può offrire lo scaricamento gratuito (ovviamente a seguito della compilazione del form) di un prodotto (un ebook, una presentazione slideshow, un video corso) pertinente a ciò che l’utente sta ricercando.

La fase successiva mira all’ulteriore conversione dei prospect in clienti che acquistano a tutti gli effetti. È fondamentale in questa fase valorizzare i prodotti e/o servizi offerti, attraverso contenuti specifici curati e studiati appositamente.

Le fasi appena descritte sono riassumibili in: TOFUMOFUBOFU, ovvero TOpMiddle e BOttom of the FUnnel.

Top of the funnel, è letteralmente la parte superiore dell’imbuto, dove cioè viene creato il contenuto per attirare i visitatori. Nella fase Middle of the funnel (la parte centrale dell’imbuto), dove si offrono contenuti superiori in cambio di informazioni di contatto. Il Bottom of the funnel (la base dell’imbuto) chiude il ciclo di vendita. Trasformando gli utenti in clienti effettivi.

Seguendo il funnel quindi ho effettuato un’attività di inbound marketing completa? Tutt’altro. La parte spesso considerata più complessa, ma quella fondamentale, resta fidelizzare il cliente, per stimolare ulteriori acquisti, e trasformarlo sempre di più in un promotore dell’azienda e dei prodotti o servizi acquistati.

Come fare? Ad esempio con sondaggi mirati e poco invasivi (per capire le necessità dei clienti), tramite i Social Media (in cui è possibile restare a contatto diretto con gli utenti rispondendo ai loro quesiti e ai loro commenti) e infine osservando attentamente le recensioni, prendendo atto di quelle negative (e rispondendo con educazione e criterio) e ringraziando per quelle positive.

L’inbound marketing infatti funziona davvero se la mia azienda riesce ad instaurare un rapporto intimo con i clienti e a differenziarsi dalle aziende concorrenti sia per la qualità di questo legame, sia per l’offerta di prodotti o di servizi che si mantengano qualitativamente superiori.

Sei interessato a sapere come impostare una strategia di Inbound Marketing per la tua azienda? Contatta Nur! Potrai elaborare un piano efficace che porterà nuovi clienti e amplierà il tuo business!

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Non solo Desktop: l’esigenza di una attenta strategia di SEO mobile

Postato il 3 ottobre 2017

Ad oggi un dato condiziona certamente le campagne di Web Marketing: più del 60% delle ricerche Web non si effettua tramite PC ma viene fatto con dispositivi portatili. Ciò significa che dedicare tempo ed energie ad una efficace e corretta SEO mobile è ormai fondamentale per tutti. Anche Google, notato questo cambiamento, ha iniziato a dare una valutazione ai siti in base alla provenienza dei risultati delle ricerche. In pratica Google analizza le caratteristiche dei siti mobile oriented e valuta diversi parametri che ne determinano la qualità, come scelta dei contenuti, velocità della pagina, struttura del sito, e questi andranno a determinare il posizionamento in Google lato sia desktop che mobile.
Poiché appunto oltre la metà delle ricerche proviene da dispositivi portatili, questa scelta risulta coerente e molto interessante; nasce quindi l’esigenza di focalizzarsi sulla SEO mobile, cercando di “accattivarsi” l’attenzione di Google e allo stesso tempo evitare eventuali penalizzazioni in caso di mancato rispetto dei criteri dedicati al mobile.

Quale risulta quindi la prima cosa da fare? Di certo controllare innanzitutto che le pagine del sito siano adatte ad una visualizzazione sui diversi dispositivi portatili. Un consiglio sempre utile è evitare l’utilizzo del Flash, che solitamente non è supportato dai browser per mobile e che sta passando di moda anche per la visualizzazione tramite desktop. Inoltre va visionata con attenzione l’area di visualizzazione (viewport) per poter gestire la visualizzazione in base alle dimensioni del display dei diversi supporti, siano essi desktop di PC, smartphone o tablet; altro valore fondamentale è che siano adeguati la dimensione del testo e di ogni elemento del sito.

Attenzione all’ottimizzazione del tempo di caricamento: la metà degli utenti che accedono da mobile abbandona il sito dopo circa tre secondi se la pagina non è stata correttamente e interamente caricata. La velocità è quindi un parametro fondamentale, che può essere influenzato anche dalla scelta di utilizzare immagini compresse e adeguate, per alleggerire il carico sulla pagina.

E per quanto riguarda le keyword? Le parole chiave che le persone utilizzano per la ricerca sui dispositivi portatili sono differenti da quelle per le ricerche da desktop. Questo perché le ricerche dell’utenza mobile hanno di solito carattere di urgenza: servono per le indicazioni stradali o per trovare attività nelle vicinanze, e proprio per questo spesso si tratta di ricerche vocali.
Necessario quindi avere a disposizione dati sul rapporto tra il volume delle ricerche desktop e quello delle ricerche mobile in riferimento a specifiche parole chiave, oltre a focalizzarsi sulle parole chiave che possono essere incluse in un gran numero di ricerche per il velocissimo mondo mobile.

Proprio perché le ricerche da mobile sono caratterizzate da velocità e urgenza la posizione degli utenti che effettuano ricerche influenza in modo determinante i risultati. Secondo Google infatti, l’80% delle ricerche nelle vicinanze dell’utente è di tipo mobile, per cui è fondamentale, in ottica SEO mobile, configurare il proprio sito per la ricerca locale, ancora di più se si tratta di attività commerciali come negozi, farmacie, centri commerciali o ricettive come ristoranti, alberghi e pizzerie. Utile in questo senso inserire foto di qualità, corrispondenti alla realtà e utili a far avere agli utenti un’idea precisa della posizione e dell’attività.

La SEO mobile quindi non può più essere relegata a un servizio secondario, a cui dedicarsi nei tempi rimasti dalla realizzazione e ottimizzazione di un sito Web, ma richiede cura e grande attenzione.

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